CHIUSO PER FERIE

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lunedì 28 novembre 2016

Il peso della farfalla di Erri De Luca

Con il libro di oggi si ritorna tra le montagne e la natura.
E' stato il mio primo incontro con la penna di Erri De Luca e non mi ha per nulla deluso, anzi.
Una lettura intensa e quasi onirica. Scorrendo le pagine sembra quasi di vivere le scene descritte e ci si ritrova catapultati in quei luoghi.
Fatemi sapere se l'avete letto e se avete altri titoli dell'autore da consigliarmi. 

Il peso della farfalla di Erri De Luca                                    Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E' novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l'odore dell'uomo, dell'assassino di sua madre. Anche l'uomo, quell'uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell'uomo porta, impropriamente, il nome di "re dei camosci".
Una farfalla bianca sta sul corno del re dei camosci, un fucile sta a tracolla del vecchio cacciatore di montagna. Li attende un duello differito negli anni. Più che la loro sorte qui si decide la verità di due esistenze opposte…


Un camoscio e un cacciatore. Due re, anche se per motivi diversi. Due esseri viventi che si rincorrono in attesa dello scontro finale.
Il punto di vista passa dall'uno all'altro, i pensieri e le sensazioni si alternano, in perenne attesa della fine, che entrambi sentono vicina.
Erri De Luca riesce a ricreare con la sola forza delle parole delle immagini nitide e meravigliose.
Si percepisce la forza del camoscio, l'aria fredda della cima dei monti, lo sbattere d'ali delle cornacchie nere in attesa, la solitudine e la fatica dei due re.


Le vite dei due sembrano rispecchiarsi l'una dell'altra, opposte ma al contempo simili. L'intensa giovinezza, spremuta fino all'ultima goccia, che si riversa nella stanca fatica della vecchiaia. 
Si sono rincorsi per anni, spiati, aspettati. Il camoscio è nemico dell'uomo perché gli ha ucciso la madre, l'uomo è nemico del camoscio perché abbattere camosci è il suo mestiere.
L'uomo  con i suoi rimpianti, con l'ultimo trofeo da conquistare prima del capolinea e il camoscio, ormai stanco e pronto ad abbandonare il suo branco con fierezza. Il camoscio è diventato re per questo. La necessità ne ha acuito la scaltrezza e l'intelligenza, rendendolo unico e invincibile. Ha già scritto la propria vita ed è pronto a scriverne anche il finale.
E' spinto dall'indole animale a vivere nel presente, a differenza dell'uomo che non ne è capace e cadrà quando sarà il momento di dimostrarlo. Lui ha già scritto la sua vita ed è pronto a scriverne anche il finale.
 Le bestie sanno il tempo in tempo, quando serve saperlo.
L'uomo arriverà però a capire con l'ultimo respiro, ne prenderà atto e l'accetterà. Imparando dal suo passato e dai suoi errori.
Niente aveva capito di quel presente che era già perduto.
Un duello differito negli anni, il punto comune di due esistenze, lo scontro tra due re.
Quello che vuole andarsene con dignità e fierezza, l'altro che vuole concludere la propria carriere dignitosamente.
Si dice che il minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo. In questo caso, basta il suo peso leggero per far soccombere la vita, a fondere due solitudine in un abbraccio mortale.
Le similitudini usate sono efficaci e congeniali alla narrazione, De Luca riesce a sondare il profondo rapporto dell'uomo con la natura e l'animo dell'animale. Sembra quasi uno spettatore diretto degli eventi, nascosto tra le fronde degli alberi.
Il racconto in appendice, Visita ad un albero, racconta invece di un albero che sfida la natura crescendo solo ed in bilico su di una roccia, a strapiombo nel vuoto. Forse è proprio il posto da cui l'autore osserva ciò che racconta. Un breve brano intimo e anch'esso incentrato sulla solitudine.


★★★★+
A presto,
Ari 

4 commenti:

  1. Non ho mai letto Erri De Luca né le trame dei suoi libri, nonostante m'ispiri moltissimo e trovi i suoi titoli molto affascinanti. Ecco, non avrei mai potuto immaginare che in questo romanzo fosse contenuto un racconto simile, che trovo molto originale tra l'altro, a partire dalla scelta dei due protagonisti, due specie tanto diverse eppure... Bello e delicato il tuo commento, mi ha invogliata alla lettura :)

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    1. L'ho sempre un po' snobbato pure io, poi ho trovato questo e mi ha attirata subito!

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  2. Questo libro l'ho letto tempo fa e mi è piaciuto molto!😍 È difficile trovare una storia che racconti il profondo rapporto dell'uomo con gli animali selvatici, soprattutto tra due protagonisti così diversi come il camoscio e il cacciatore! A presto!👋
    http://gattaracinefila.blogspot.it/

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