CHIUSO PER FERIE

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lunedì 5 settembre 2016

I say click: passeggiate in montagna, camosci e consigli libreschi


Buongiorno lettori! Oggi vi porto in montagna.
Ricordate quando ho detto che, quest'estate, non sono stata da nessuna parte se non in montagna un pomeriggio? Ecco, l'altro giorno io e Fidanzato siamo tornati a fare una passeggiata e, anche se siamo stati sorpresi da pioggia e grandine, abbiamo avuto un piccolo colpo di fortuna.
Ma partiamo dall'inizio, il dove: Monte Grappa e in particolare Cima Grappa, 
Ho la fortuna di vivere non troppo distante da qui e di poterci arrivare in poco tempo (mezz'oretta scarsa). Per quanto io non sia una grande amante della montagna, mi piace comunque moltissimo andarci: la serenità e la sensazione di benessere che trasmettono certi luoghi con i loro paesaggi sono impareggiabili. 
Essendo Fidanzato ancora in convalescenza per il ginocchio, abbiamo optato per un giro tranquillo a Cima Grappa. Qui si trova il Sacrario Ossario di Cima Grappa, dove sono tumulati soldati italiani, austriaci e ungheresi della Prima Guerra Mondiale. 








Tra questi si trova anche la tomba 107 del soldato ungherese Peter Pan. Si chiamava davvero Peter Pan. Risulta essere nato nel 1897 in un villaggio ungherese e assegnato al 30° Reggimento Fanteria Honved, nella 7a compagnia, trovò la morte nel 1918 a Col Caprile, quota 1331. 
La storia di questo giovane soldato si intreccia alla fiaba di James Barrie dell'eterno bambino che non voleva mai crescere: figlio di una povera ragazza madre, una volta arruolato e mandato tra le valli di Vicenza e Asiago, non visse la sua giovane vita come nella favola, ma  trovò la morte ad appena 21 anni. 
Quando venne raccolto dal campo di battaglia, gli trovarono nelle tasche una conchiglia, dei fiori secchi e una manciata di sassi. 
Da allora, sulla sua lapide, vengono lasciati sassolini e fiori. 

A parlarci meglio di questo personaggio è il libro Soldato Peter Pan di Ferdinando Celi
Mescolando fantasia e realtà grazie a una grande ricerca giornalistica sul campo, è nata questa storia che cerca di chiarire il mistero dei fiori, dei sassolini e delle piccole conchiglie che mani ignote posano davanti al loculo di questo soldato. 
Oltre ad essere di una grandezza impressionante, posto in un luogo da cui l'occhio può spingersi fino alla laguna di Venezia, nelle giornate più terse, Cima Grappa con il suo Sacrario è un luogo dove si susseguono le sensazioni più diverse. Dallo stupore per la magnificenza di quello che lo circonda alla malinconia per tutti quei soldati, noti e ignoti, che hanno perso la loro vita su quei monti. 
Il paesaggio e la vista sono mozzafiato, numerosi sono i percorsi e sentieri per gli appassionati di escursioni, ma anche per chi vuole ripercorrere le orme dei soldati di trincea.
Nella nostra seconda gita, ci siamo fermati prima perché volevamo fare uno dei sentieri del Museo Diffuso del Grappa. Dove abbiamo lasciato la macchina però abbiamo trovato una bella sorpresa: sul pendio della montagna c'era un gruppetto di camosci che pascolava tranquillamente. 
Da amante di natura, animali e fotografia, ho iniziato a saltellare felice per essermi portata dietro la macchina fotografica. Quando ha iniziato a piovere (e grandinare) noi ci siamo rifugiati in macchina, i camosci sotto ad un albero. 
Ma finito l'acquazzone, Fidanzato ha proposto di risalire lungo la trincea per arrivare in un punto migliore e più vicino per fotografarli. Nel mentre risalivamo la trincea, cosa non facile già normalmente, figurarsi con la pioggia e la mia imbranataggine, i camosci hanno pensato bene di andarsene ed è qui che arriva il vero momento meraviglioso: a metà trincea ho alzato lo sguardo verso l'alto e ho visto uno dei camosci saltare per poi fermarsi dall'altra parte a guardarmi. 
A molti sembrerà una cosa banale e di nessun interesse, per me è stato bellissimo. 
Per quei pochissimi secondi in cui ho incrociato il suo sguardo, dentro di me si è scatenato un turbinio di emozioni. Le sentivo realmente allo stomaco: meraviglia, ammirazione e anche un po' di timore. 


 Per me, questi piccoli avvenimenti sono le piccole grandi gioie della vita. 
Senza nulla togliere alle mucche che infilano il muso in macchina e agli asini distesi in galleria alla ricerca di refrigerio. 
Insomma, il Monte Grappa regala paesaggi mozzafiato e belle sorprese. 

































Per vedere tutte le foto QUI
A presto,
Ari 

6 commenti:

  1. Deve essere stata davvero una bellissima esperienza, Ari!Stupende anche le foto *__*

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    1. E' stato bellissimo :3 grazie, grazie, grazie ♥

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  2. Un posto davvero stupendo! E i camosci...*___*

    (Blogspot non mi fa inserire la mia identià: sono eleo.stu, https://herwoolgathering.wordpress.com/) :D

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    1. Erano bellissimi *-*
      Vado subito a curiosare sul tuo blog :D

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