CHIUSO PER FERIE

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venerdì 5 febbraio 2016

Mani calde di Giovanna Zucca

Buongiorno lettori!
Per oggi vi lascio la recensione di un libro a cui mi sono affezionata tantissimo.
Fatemi sapere cosa ne pensate. 

Mani calde di Giovanna Zucca
Fazi editore
2011
16,50
Davide ha nove anni e non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l'abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, nel sonno in cui è costretto, Davide sente e "vede" le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come quel "dottore antipatico" che tenterà l'impossibile per salvarlo. Un legame speciale fatto di empatia e sensazioni destinate a durare si formerà fra il medico e il ragazzino: eppure il primo è un uomo schivo, scorbutico, bravissimo nel proprio lavoro ma incapace di gestire ogni genere di rapporti umani; l'altro è pieno di vita ma immobile su un letto. Una storia semplice, dall'emozionante lieto fine, è al centro di questo romanzo a più voci che dà spazio ai sentimenti e ai tanti diversi personaggi che si ritroveranno uniti di fronte alla sofferenza. Il dramma dei pazienti e del loro amore per la vita in un libro forte, tenero, poetico.
Mi chiamo Davide, ho nove anni e per un po’ di giorni sono morto. Tutti dicono che è stato Padre Pio a guarirmi, ma io lo so che è stato il dottore antipatico.[…]

Le mani calde sono quelle che ti dicono che andrà tutto bene, che ti rassicurano e scaldano. Le mani calde dei genitori, degli infermieri e anche di un medico che finge di essere cattivo, perchè le mani calde possono essere solo di una persona buona. 
Sono quelle che trova Davide, un bambino di 9 anni, al suo arrivo in ospedale dopo un terribile incidente. Davide ora è in coma, è caduto nel buco nero, in bilico tra vita e morte, ma arriva il medico antipatico, "il cafone", che lo tira per i capelli riportandolo qua. Nonostante sia in coma, sente tutto ed è attento ad ogni cosa che lo circonda. Impara a conoscere medici e infermieri grazie al suono delle loro voci ma soprattutto tramite il contatto con le mani: calde per i buoni, fredde per i cattivi. E il medico antipatico, che tutti chiamano"il cafone", le ha calde quindi dev'essere buono per forza!Anche se è scorbutico, antipatico, intollerante e scostante, il Dr. Bozzi, grande neurochirurgo dalle mani d'oro, ha le mani calde.
"Il dottore cattivo avvicina la sua testa verso di me, mi tocca la fronte e… ha le mani calde. Uh! Che fortuna, se ha le mani calde non può essere tanto cattivo!"

Fra il neurochirurgo e il piccolo paziente si crea un rapporto profondo, fatto di pensieri. Davide riesce ad aprirsi un varco e a scalfire la corazza d'acciaio che si è costruito il medico. E quest'ultimo si sente responsabile per la vita di questo piccolo moccioso speciale. Il legame si fortifica sempre di più, fino a segnare una svolta nella vita del Dr. Bozzi.
Sappiamo fin da subito che ci sarà il lieto fine: la storia si apre con gli ultimi giorni di degenza di Davide, ma siamo spinti a continuare la lettura per scoprire cos'è accaduto e per scoprire come il piccolo Davide ha sconfitto il grande Golia,la morte. 
La vicenda è narrata attraverso il punto di vista di quasi tutte le persone coinvolte, c'è un cambio repentino di pagina in pagina ma tutti i personaggi sono ben distinti. Come le tessere di un puzzle, compongono un quadro che è quel microcosmo del reparto di neurochirurgia.
Il piccolo narratore di nove anni è profondo e schietto come solo i bambini sanno essere. Ti entra nel cuore.
L'epilogo personalizzato per ogni personaggio con un breve resoconto del dopo è bellissimo e lascia il sorriso. 
Si sente che l'autrice è un'infermiera strumentista, riesce infatti a ricreare quello che realmente è il reparto di un ospedale e lo fa in modo originale.
Mi ha coinvolto tantissimo, forse perché anch'io ho trovato le mani calde di un neurochirurgo e di quel piccolo mondo a sé che è il reparto di neurochirurgia. 
All'epoca in cui lessi il libro, dovevo scegliere come proseguire la mia carriera universitaria. Mi diede un'ulteriore piccola spinta alla mia (quasi) decisione di iscrivermi a Scienze Infermieristiche. Poi le cose andarono diversamente, ma quando lessi il libro mi sembrava davvero potesse essere uno degli ultimi tasselli, per farmi superare la paura di non essere all'altezza e fare finalmente la scelta finale.
Mani calde è commovente, tenero e bello, tocca nel profondo ma allo stesso tempo riesce ad essere leggero, semplice e diretto.
Dopo averlo letto farete sicuramente attenzione alle mani che stringerete.
★ ★ ★ ★ ☆ +
Bello!


Giovanna Zucca piemontese di nascita ma veneta d’adozione, presta servizio come infermiera strumentista e aiuto-anestesia in sala operatoria. Fra un turno e l’altro, si è laureata in Filosofia, una disciplina che coltiva con grande interesse e passione.





A presto, 
Ari.

1 commento:

  1. E io mi sono affezionata a questo libro anche solo leggendo le recensioni ^^
    Qualche giorno fa mi è ricapitato l'ebook sotto gli occhi, sono ancora qui che devo leggerlo ma tuttora sento di non essere pronta a farlo. Avverto la sua forza dalla tua ultima frase "Dopo averlo letto farete sicuramente attenzione alle mani che stringerete.", deve essere bello VERAMENTE!

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