domenica 31 dicembre 2017

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Un altro anno è ormai finito. 
E' stato un anno decisamente particolare per me.
E' iniziato con una caviglia rotta, proseguito con la bellissima esperienza del Servizio Civile in biblioteca, fino ad arrivare ad un'estate di grandi cambiamenti e lacrime. Ma negli ultimi mesi le cose hanno preso una svolta inaspettata. Per dire, venerdì pomeriggio ho fatto un quasi colloquio di lavoro. Così, dal nulla. 
Non so cosa mi riserverà il 2018, ma qualche sprazzo di luce alla fine del tunnel sembra esserci. 
E voglio fare in modo di raggiungerla. 
Nel frattempo, torniamo a parlare di libri. 
Quest'anno ho letto 59 libri, per un totale di 11,705 pagine. Non posso decisamente lamentarmi. 
Ci sono state molte belle letture e nuove scoperte. Di molte ve ne scriverò prossimamente.


top 3: i libri più belli del 2017

La via di Schenèr di Matteo Melchiorre (Marsilio): dopo aver partecipato all'incontro con l'autore in biblioteca, ho subito preso il libro e l'ho adorato. Non è un saggio, non è un romanzo, non fiction e ricerca storica si mescolano nella narrazione di questa antica via. 
Frida di Sebastien Perez e Benjamin Lacombe (Rizzoli): regalo di Natale che ho divorato in un niente. La mia passione per Frida è nota e quest'albo è meraviglioso in tutto e per tutto. 
Il matrimonio degli opposti di Alice Hoffman (Neri Pozza): con questo romanzo rimaniamo sempre in ambito artistico, con la storia dell'amore tra Rachel Pomié e Frédéric Pizzaro, genitori di Camille Pissarro.
Tantissimi temi tutti insieme, dalle tragedie familiari, tradimenti e sacrifici, riscatti sociali, magia e religione, arte e amore. 

Flop: i libri più deludenti

Il corpo che vuoi di Alexandra Kleeman (Edizioni Black Coffe): prima pubblicazione della neonata casa editrice che si occupa di letteratura nordamericana. Temi che potrebbero anche essere interessanti e buoni spunti di riflessione, ma degenera nell'assurdo e irreale più totale. 
La vegetariana di Han Kang (Adelphi): mi aspettavo decisamente di più. Certi passaggi sono anche belli a livello stilistico, evocativi, ma non bastano per una storia pressoché sconclusionata.
Un pallido orizzonte di colline di Kazuo Ishiguro (Einaudi): Premio Nobel 2017 per la Letteratura. Forse ho sbagliato romanzo per iniziare, ma girata l'ultima pagina sono rimasta a bocca aperta perché mi aspettavo continuasse e avesse un finale. Invece no, è tutto un detto e non detto, lascia immaginare e niente di più. Proverò con qualche altro titolo. 

Miglior saggio/manuale

Le 10 mappe che spiegano il mondo di Tim Marshall (Garzanti): un bellissimo ed interessantissimo saggio di geopolitica, utilissimo per farsi un'idea generale della situazione attuale nel mondo.
Manuale dell'illustratore di Anna Castagnoli (Editrice Bibliografica): è diventato la mia Bibbia al momento. E' sottolineato e pieno di appunti, spero mi aiuti a realizzare le idee e i progetti che mi frullano in testa. Dettagliatissimo e chiaro, ottimo per illustratori e aspiranti. 

Migliori risate

Crescere che palle! di Sarah Andersen (BeccoGiallo): ricorderete il mio entusiasmo per essere stata al firma copie a Venezia. Ecco, lo stesso entusiasmo l'ho avuto per le sue strisce in cui mi sono ritrovata molto spesso. 
Follemente felice di Jenny Lawson (Sperling & Kupfer): ve ne avevo già accennato a inizio anno (QUI). Quando la malattia mentale viene raccontata con ironia e divertimento avete trovato Jenny Lawson e il suo procione follemente felice. 

Altri libri che, per motivi diversi,mi sono rimasti più impressi.
 La voliera d'oro di Anna Castagnoli e Carll Cneut (TopiPittori)
Il libro del mare di Morten A. Strøksnes (Iperborea)
L'amore che mi resta di Michela Marzano (Einaudi)
Milk and honey di Rupi Kaur (Tre60)
Fair Play di Tove Jansson (Iperborea)
Quando il respiro si fa aria di Paul Kalanithi (Mondadori)
La vedova Van Gogh (marcos y marcos) 


E per il 2017 è tutto. 
Domani sarà solamente un altro giorno uguale agli altri. Non si può essere una persona il 31 dicembre alle 23.59, e un'altra il minuto dopo, solo perché è il 1 gennaio. Non è un numero che cambia la vita. Ma almeno per 24h avremmo la speranza o l'illusione di poter cambiare qualcosa.
E magari, durante i prossimi 365 giorni, qualcosa alla fine cambierà davvero. Ma dipende solo da noi, perché i buoni propositi possiamo farli anche il 30 giugno.
Dipenderà da noi. Da quello che faremo, dalle scelte che prenderemo, da come reagiremo alle disgrazie e da come ci comporteremo dopo una tanto attesa botta di culo.
Come tutti, vorrei che nel 2018 ci fosse un po' di felicità, di fortuna, di salute, magari riuscire pure a realizzare qualche sogno. Le solite cose insomma. 
Vi auguro di avere la forza e il coraggio per realizzare al meglio il vostro 2018.
Buon nuovo inizio
buon 2018
Ari♥

4 commenti:

  1. Mi rispecchio pienamente in ciò che scrivi a proposito dell'essere sempre se stessi, perchè la vita è la stessa, tra il 31 dicembre e il 1 gennaio... fare qualche bilancio è inevitabile, a fine anno, ma come dici tu tutto dipende in realtà da come ci comporteremo davanti ai giorni buoni e a quelli cattivi, com'è sempre stato. Detto questo, auguri perchè il 2018 sia un anno ricco di giorni buoni! ;-)

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  2. Hai ragione, è bello sperare di poter cambiare qualcosa con l'inizio del nuovo anno, ma dobbiamo essere appunto NOI a cambiarla. Fare una lista di buoni propositi a me aiuta tantissimo a focalizzarmi sull'obiettivo :)
    Hai fatto tantissime letture interessanti, mi sono segnata qualche titolo. Mi piacerebbe molto leggere Le 10 mappe che spiegano il mondo, Follemente Felice e i fumetti di Sarah Andersen *_*

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  3. Okay, non ho letto neanche mezza cosa tra quelle di cui parli qui XD alcuni però mi ispirano molto, ad esempio anche io adoro Frida Kahlo (d'altronde è possibile non amarla?) perciò qualsiasi cosa tratti di lei, della sua arte e della sua vita, io la voglio XD

    Tanti auguri di buon anno cara, ma soprattutto ti auguro di avere sempre la forza e la determinazione per far girare la vita a modo tuo. Un abbraccio ♥

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  4. Ciao fanciulla, mi accodo alle lettrici che ignoravano la maggior parte dei titoli che hai citato o descritto. A parte Frida Kahlo, naturalmente. Quello l'ho regalato ad un'amica amante tanto di Frida come di Lacombe e conto di farmelo prestare al più presto per una sbirciatina come si deve (quei disgraziati della libreria lo avevano solo gelosamente incellofanato!). Riguardo ai buoni propositi, concordo appieno con te e il buon Jim: si deve fare il meglio che si può, perché il volere, quando si parla di vita, non sempre è potere! :) Ti auguro uno splendido 2018! ^_^

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