lunedì 19 giugno 2017

Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera di Natsume Sōseki

Bentrovati,
come state? Qui continua ad essere tutto frenetico e sfinente, a casa e anche in biblioteca. 
Avrei davvero bisogno di una pausa, di staccare e andare da qualche parte a rilassarmi senza dovermi preoccupare di mille cose. Ma non si può, quindi stringiamo i denti e andiamo avanti. 
Fortunatamente ci sono i libri a tenermi compagnia e ad offrirmi una via di fuga dal mondo. 
Oggi vi parlo di una raccolta di racconti, genere che sto scoprendo pian piano e che non mi dispiace.

Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera di Natsume Sōseki
Edizioni Lindau
144 pagine
2017 - 14,50
I 25 Piccoli racconti di un’infinita giornata di primavera apparvero sull’«Osaka Asahi Shimbun» a partire dal 1909, e vennero riuniti da Sōseki in questa raccolta nel 1910. 
A prima vista, non sembra esistere un filo conduttore che li leghi, tanto sono diversi sia nel contenuto sia nello stile – soprattutto nelle pagine in cui vengono utilizzate tecniche sperimentali di scrittura. 
Ma è proprio il titolo così fortemente evocativo, Eijitsu Shōhin, a contenere l’elemento unificante. 
«Eijitsu», la «giornata lunga», non indica soltanto un giorno in cui il tempo sembra dilatarsi all’infinito, ma evoca anche ciò che accomuna i protagonisti dei diversi racconti: il desiderio di conservare quella sensazione di intensa felicità legata a un momento, a un’occasione, a una stagione, nella speranza che possa non finire mai.

Venticinque brevi racconti di Natsume Sōseki, il "sommo scrittore" giapponese di inizio Novecento, per la prima volta in Italia grazie ad un accurato lavoro di traduzione. 
Si tratta di episodi di vita quotidiana trasformati in modo magistrale in racconti poetici e delicati. 
Sembra quasi che gli Haiku giapponesi si fondano al racconto, riuscendo a creare una forte connotazione onirica. 
Il lettore viene trasportato attraverso la quotidianità, dove l'attenzione è posta sulle piccole cose, su piccoli dettagli dell'animo umano, sul senso del tempo che scorre. E' il racconto di quelle sensazioni quotidiane che non riusciamo a definire e afferrare.
E il tempo sembra dilatarsi intorno al racconto di queste sensazioni e sentimenti, da cui nascono i racconti qui raccolti. Il tempo è inteso come un insieme di attimi che si tendono fino a far percepire il calore del braciere o la pioggia che cade ticchettando. Nel racconto "Il serpente", ad esempio, si percepisce chiaramente l'ambiente circostante in cui si svolge la narrazione. Sōseki crea  immagini nitide e pungenti che arrivano subito al lettore e sbocciano in un nuovo meraviglioso mondo da scoprire. 
"Mi trascino già dal letto e, dopo aver sollevato la tenda della finestra che dà a nord, guardo giù: fuori è tutto sfocato. Sotto, dal tappeto d'erba fino a due metri d'altezza, del giardino circondato sui tre lati da muri di mattoni non si vede nulla; ho le netta sensazione che lì non ci sia ciò che dovrebbe esserci, e quel vuoto è così gelato da essere pungente."
Alcuni dei racconti fanno riferimento al periodo trascorso dall'autore a Londra, e in questo luogo le narrazioni si fanno più cupe. Si percepisce il senso di oppressione di Sōseki, l'insofferenza verso la gente che lo circonda, il disagio provato dall'autore. Altri sono degli scritti puramente sperimentali per scoprire nuove tecniche di scrittura. 
L'introduzione e le note che accompagnano la lettura, danno modo non  solo di scoprire la difficile vita di questo scrittore,ma anche di comprende maggiormente il senso del titolo della raccolta e i racconti stessi: non la giornata di primavera, o l'attesa stessa della primavera, ma la necessità di cogliere quella sensazione di felicità legata a momenti o sensazioni, nella speranza che non finisca. Tra i racconti che ho preferito ci sono "La sfilata" e "Il braciere".
Nel primo, sono le bambine della casa a creare questo magico momento che sembra pervaso da una luce limpida e dorata, quasi a ricreare un delicato acquerello. Nel secondo, una fredda giornata nevosa, fa percepire il freddo ghiacciato dell'inverno e il tepore di caldo della casa. 
"Mentre fisso il punto in cui batte il sole, una sensazione di primavera mi riempie dolcemente il cuore, come se davanti ai miei occhi una leggera onda di vapore si levasse dalla terra nel tepore del sole primaverile".
Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera è un piccolo gioiellino, una raccolta che riesce a trasformarsi in una serie di delicati e sublimi acquerelli immaginari.
Un ottimo modo per iniziare a conoscere questo grande scrittore e scoprire la letteratura giapponese. 
★★★★
A presto,
Ari♥

Photo & Illustration: Arianna Bordignon 

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