CHIUSO PER FERIE

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lunedì 6 marzo 2017

C'era una volta una bambina di Giovanna Zoboli e Joanna Concejo

Dopo lunga assenza e brevi ritorni ad intermittenza, oggi torno per parlarvi di un albo illustrato molto particolare.
C'era una volta una bambina di Giovanna Zoboli e Joanna Concejo
Topipittori, 2015
20,00 euro
Una bambina, una madre, una nonna, un lupo e un cacciatore. La storia di Cappuccetto rosso, forse la più celebre fra le fiabe, si può dire in cinque parole, tanto è nota in tutto il mondo. I suoi protagonisti sono stati raccontati in centinaia di modi diversi, da autori e illustratori diversi. In questa ennesima versione della storia, dietro le quinte, dietro i gesti, le parole e i destini dei cinque personaggi, si profilano due potenze occulte, che a poco a poco rivelano la loro natura e il loro ruolo nel determinare la trama, letterale, narrativa e simbolica, della vicenda. Si potrebbe dire, insomma, che siano i mandanti del crimine. 
C'era una volta una bambina è la rielaborazione della fiaba di Cappuccetto Rosso. Ci sono sempre la bambina, la madre, la nonna, il lupo, il bosco e il cacciatore. Cambia la loro presenza nella storia. La madre e la nonna sono quasi invisibili, mentre al centro della narrazione troviamo il lupo nero e la bambina vestita di rosso, insieme al bosco. Un bosco che è anch'esso un personaggio, molto ben nascosto. 

La prima tavola ci presenta il bosco verde con la bambina in attesa sulla soglia, una macchia rossa che guarda il lettore, come ad invitarlo ad entrare con lei nel bosco, nella storia. 
Il fitto bosco è il primo interlocutore della bambina e chiede di essere ascoltato, in questo ascolto nasce dal bosco stesso la figura del lupo. Nell'ascolto, privo di regole e pericolo, cresce la relazione tra loro, i quali danno una parte di sé all'altro. I due instaurano un linguaggio fatto di parole non dette, di gentilezza e abbandono. Ma quando arriva il momento di far ritorno a Casa tutto si complica. 
La casa diventata l'antitesi del bosco, altro personaggio capace di parlare. Non è un luogo per un lupo, spazio chiuso, protetto e di confine quasi. Una scatola di regole ed imposizioni. 
Ma il Bosco e la Casa capiscono che il rapporto tra la bambina e il lupo è diventata un appartenersi l'un l'altra. Voglio ristabilire l'equilibrio, riprendendosi ognuno il suo personaggio. Ma i due si appartengono. 
“Cosa vuoi? disse il bosco alla casa.
Voglio la bambina, rispose la casa.
Ma la bambina è del lupo, disse il bosco.
E tu cosa vuoi? disse la casa.
Voglio il lupo, rispose il bosco.
Ma il lupo è della bambina, disse la casa.
Sono legati, constatarono”
Non si tratta di una storia per bambini, ricalca più le antiche storie che si raccontavano attorno al focolare. Una storia con ambiguità, parole e significati non detti. E' il lettore a doverli trovare e interpretare. 
Il disegno della Concejo è ricco di dettagli, si passa dalla sola grafite al ricco pastello verde e rosso. Le illustrazioni, se prese da sole, danno la possibilità a chi le guarda di creare la propria narrazione. 
Una volta accostate al testo della Zoboli cambiano. Dimensione e senso. 
La scrittura della Zoboli è magnetica, crea una grande tensione, ai limiti dell'ansia. Finisce per intrecciarsi alle illustrazioni della Concejo creando una storia da cui è difficile staccare gli occhi. 
Personalmente preferisco altri lavori della Concejo, nonostante la sua bravura sia indubbia. 
L'ambiguità e la tensione della storia lo fanno sembrare, a mio avviso, adatto ad un pubblico adulto.
★★★+
A presto,
Ari♥

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