sabato 11 febbraio 2017

Esperienze di vita universitaria, due anni dopo: Il ragazzo delle colombe

Rileggendo alcuni stralci del mio diario, mi è saltato agli occhi quello che avevo scritto in questo stesso giorno due anni fa. Frequentavo ancora l'università, gironzolavo per Venezia tra una lezione e l'altra, mi meravigliavo ogni giorno di quanto fosse meravigliosa e, ogni tanto, la mia strada incrociava quella di qualcun'altro. Come nel caso del post sulla famiglia siriana.
Ho deciso di pubblicare questo piccolo incontro, perché a volte basta poco per far spuntare un sorriso ed è giusto ricordarselo.

11/02/2015 18:20
Oggi, mentre mi trascinavo mezza distrutta verso la stazione, ho incrociato un ragazzo madrileno con 3 colombe addosso. 
Si, una in testa e due sulle braccia. Un tipo un po' strambo a prima vista, ma come se ne vedono tanti a Venezia (specie ora che è Carnevale). 
Tutto sorridente mi ha fermata e rifilato le tre colombe: due su un braccio e una in testa. 
Mentre io pregavo mentalmente il dolce pennuto sulla mia testa di non evacuare i sui intestini proprio in quel momento, mi ha chiesto se ero italiana e a risposta affermativa, ha tirato fuori un foglietto con un paio di frasi tradotte in ventordicimila lingue. Il tutto per chiedermi: "Hai una macchina fotografica?" e brava pirla, oggi l'ho lasciata a casa, "Puoi fare foto?" e io sempre molto pirlamente non ho pensato al cellulare nella tasca.
Poi ha visto la mālā buddhista che avevo al collo ed esclamando tutto sorridente"Oh yeah, good!" (e qualcos'altro riguardo il buddhismo), si è ripreso se le sue candide colombe e ha proseguito per la sua strada fermando gente a caso, sempre con un gran sorriso.
La mia totale confusione e stanchezza della giornata non mi ha fatto realizzare bene cosa stava succedendo sul momento. Ma mi ha lasciato con un gran sorriso fino al ritorno a casa. 
E io continuo ad adorare questi incontri con gente assurda. 


Zattere, ovvero dove stavo dolcemente collassando per il mal di testa.

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