giovedì 8 settembre 2016

Notti in bianco, baci a colazione di Matteo Bussola

Buongiorno lettori!
Scusate l'assenza degli ultimi due giorni, ma martedì sono arrivati dei miei cugini dall'Australia e mercoledì non stavo benissimo.
Oggi però vi parlo di un libro davvero carino e divertente di cui vi avevo già accennato nel recap estivo.

Notti in bianco, baci a colazione di Matteo Bussola 
Einaudi 
Pagine: 175
2016
17,00
Il respiro di tua figlia che ti dorme addosso sbavandoti la felpa. Le notti passate a lavorare e quelle a vegliare le bambine. Le domande difficili che ti costringono a cercare le parole. Le trecce venute male, le scarpe da allacciare, il solletico, i "lecconi", i baci a tutte le ore. Sono questi gli istanti di irripetibile normalità che Matteo Bussola cattura con felicità ed esattezza. Perché a volte, proprio guardando ciò che sembra scontato, troviamo inaspettatamente il senso di ogni cosa. Padre di tre figlie piccole, Matteo sa restituirne lo sguardo stupito, lo stesso con cui, da quando sono nate, anche lui prova a osservare il mondo. Dialoghi strampalati, buffe scene domestiche, riflessioni sottovoce che dopo la lettura continuano a risuonare in testa. Nell'"abitudine di restare" si scopre una libertà inattesa, nei gesti della vita di ogni giorno si scopre quanto poetica possa essere la paternità.

La vita è quel che accade, anche se è fatta di quel che scegli.
Notti in bianco, baci a colazione è il libro d'esordio di Matteo Bussola, fumettista per Sergio Bonelli diventato famoso per i suoi post su Facebook in cui racconta la sua quotidianità come padre e compagno. 
Il libro è diviso in stagioni, in cui si alternano i dialoghi con le figlie e la compagna, intervallati da ricordi e riflessioni. E' la vita di un padre alle prese con una vita scandita dal lavoro, dalle incombenze quotidiane per far quadrare i conti e le domande spiazzanti delle sue tre figlie.
Virginia,  Ginevra e Melania sono tre piccoli vulcani alla scoperta del mondo e di quei temi che solo i bambini possono riuscire a riassumere in modo così semplice e disarmante. 
Il loro mondo è quello di una normale famiglia in cui i genitori  devono far quadrare i conti, comprano il caffè "Caffè" al discount per risparmiare e soprattutto cercano di crescere tre bambine nell'amore. E' facile identificarsi in questa bella famiglia, anche se a tratti sembra quella del Mulino Bianco, ma come in tutte ci sono anche qui gli alti e bassi della vita.
Le dolci ed esilaranti scene con le figlie si alternano a incontri e riflessioni che descrivono la vita di un uomo, un padre e un compagno che riesce ancora a fermarsi a cogliere quei piccoli attimi che costituiscono la vera felicità.
La vita di tutti i giorni spiegata a delle bambine, ma anche a sé stessi per vedere il mondo da un'altra prospettiva, senza fermarsi alle apparenze. 
"...-Nei cuori ci sono anche l'amore, vero?
-Sì, ma non si dice ci sono, Ginevra. Si dice c'è, l'amore è singolare.
-Non è vero!- ha detto seria. -L'amore sono tanti.
Mi sono zittito e non l'ho corretta più, perché l'amore sono tanti anche secondo me..."
Un'elogio alla normalità e alla bellezza da riscoprire nelle piccole cose. 
Di tutto questo Matteo parla con grande lucidità e umanità, riuscendo a trasmettere tutta la meraviglia di essere padre, compagno e uomo. 
Bellissimi e divertentissimi sono anche i dialoghi in dialetto veneto, in cui mi sono potuta ritrovare come negli incontri ravvicinati con i "cinghiali appostati come viet cong tra l'erba alta". 
In molti hanno definito questo libro un' operazione commerciale, costruita a tavolino. Sì, è vero che può apparire un libro "furbo", uno di quelli in cui non puoi non ritrovarti, ma a mio avviso è estremamente vero. Perché anche se parla principalmente delle cose belle, traspaiono anche i momenti critici che tutte le famiglie, in un modo o nell'altro, si ritrovano ad affrontare. 
Una volta iniziato a leggere è impossibile fermarsi. Sono numerosissime le scene in cui vi troverete a ridere a crepapelle e a sognare di avere tre bimbe così simpatiche, intelligenti e attente a tutto ciò che le circonda.
Iniziato per curiosità e divorato in un pomeriggio passato al sole in giardino (con annessa scottatura), un libro dolce che vi farà sorridere, ma anche riflettere. 
La famiglia Bussola-Barbato è una gran bella famiglia e spero, un giorno, lo sarà anche la mia. 
Ricca di risate e momenti divertenti, ma anche di complicità e attenzione verso il mondo.
Gibran in una nota poesia diceva che i genitori sono come l'arco dal quale, come frecce viventi, i figlie vengono lanciati in avanti. La cosa che Gibran non ha detto è che ogni figlio è una freccia a due punte. Quando la scocchi, la prima punta si allontana veloce da te, seguendo la propria traiettoria in un futuro che non ti appartiene. La seconda, invece, viene scagliata all'indietro e si conficca per sempre nel tuo petto di genitore. Per ricordarti che resterai arciere senza frecce, e che quel dolore che sentivi incombere come presagio fin dal suo primo giorno, ora è qui per non andarsene più e scandirà il resto della tua vita.  
 ☆+
Matteo Bussola
A presto,
Ari 

2 commenti:

  1. ciao ari che bella recensione, devo dire che mi ispira questo libro <3

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    Risposte
    1. Ciao! grazie :)
      E' un libro davvero carino e divertente!

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