CHIUSO PER FERIE

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venerdì 30 settembre 2016

Leggere per leggere: Lettori nella tempesta ~ 22.09.2016 Jesolo



Nel post di oggi vi parlo del festival a cui ho partecipato grazie alla biblioteca dove presto il servizio civile.
Si tratta di Leggere per leggere, il titolo di quest'anno era Lettori nella tempesta.
L'evento si è tenuto dal 22 al 24 settembre presso la Biblioteca Civica di Jesolo (VE).
Ho partecipato solamente alla giornata del 22, ma è stata un'esperienza davvero interessante e ricca di spunti, non solo per il lavoro che vado/andrò a fare in biblioteca ma anche per il blog e il campo editoria/illustrazione in cui sogno di lavorare!.
Leggere per leggere raggruppa tutte quelle persone e associazioni che promuovono la lettura e i libri. La promozione del libro viene vista dal punto di vista didattico ma anche come progetto culturale di arricchimento di ogni individuo.
E' stato scelto questo titolo prendendo spunto da "Riders on the storm", cavalieri nella tempesta, che cantava Jim Morrison, cambiando riders con readers, nella tempesta. 
Perché l'epoca che stiamo vivendo, con la rivoluzione informatica, sta investendo le nostre vite come una tempesta, rimettendo in gioco certezze e modi di stare al mondo, di lavorare e la relazionarsi. Anche i libri e la lettura non ne sono immuni. Come leggeremo nei prossimi anni? Leggeremo di più su carta o schermo? 
Durante tutta la durata del festival si è ragionato e discusso su questi temi con bibliotecari, amministratori, insegnati e lettori. 
La mattinata si è aperta con un incontro per bibliotecari e operatori dal titolo Biblioteca tra nuove tecnologie e nuovi servizi, a cui ha preso parte anche Simonetta Bitasi, la lettrice ambulante di cui conoscevo già il blog Lettore ambulante.
Sono state prese in considerazione le nuove tecnologie in relazione alla biblioteca, come ad esempio la stazione di auto prestito, la possibilità di effettuare pagamenti presso la biblioteca, ma anche i punti esterni alla biblioteca in cui ritirare e restituire libri, magari in orari diversi da quelli di apertura.
Si è parlato anche di cosa sia necessario fare per restare al passo con i tempi, creare una rete di condivisione fra biblioteche e per incoraggiare le persone ad utilizzare i servizi offerti dalle biblioteche. 
Un sacco di interessanti spunti su come utilizzare la tecnologia e il web per promuovere la biblioteca fisica, ma anche per promuovere la lettura. Sono stati portati anche gli esempi di biblioteche come quella di Brunico, Parma o la biblioteca Igloo di Andalo, una biblioteca sulle piste da sci trentine.
Nella seconda parte della mattinata, intitolata Libri e letture. Piccoli tra i giganti, abbiamo ascoltato le testimonianze di piccole realtà editoriali e culturali.
E' stato portato l'esempio de Il treno di Bogotà con Vera Salton, libreria specializzata in libri per bambini e ragazzi è soprattutto uno spazio sociale. Una libreria non più dedicata solo alla mera vendita di libri, ma in cui creare un punto di ritrovo e conoscenza, un luogo di cultura. Per grandi e piccini. Non sono ancora riuscita a fare un giro in questa libreria (Vittorio Veneto), ma spero di passarci il prima possibile! La scelta del catalogo è molto interessante e indirizzata soprattutto verso la piccola e media editoria e ci sono tantissimi eventi a cui prendere parte.
Sono intervenute anche le case editrici Becco Giallo e Camelozampa. La prima è specializzata in fumetti giornalistici, con temi che spaziano da personaggi storici e non di spicco (vedi la pubblicazione dedicata ad Alda Merini) a eventi che hanno segnato la storia d'Italia (Ustica, Viareggio), scelgono di raccontare realtà, spesso delicate, tramite il fumetto. Hanno un progetto editoriale indirizzato a raccontare la realtà, le pubblicazioni e i diversi modi di veicolare i fumetti sono molto interessanti e diverse dal solito. 
Camelozampa è una piccola casa editrice che si occupa per lo più di albi illustrati, narrativa per bambini e ragazzi e narrativa d'autore straniera (tra questi spicca Marie-Aude Murail). 
E' una realtà piccola, ma molto attenta a tutti gli aspetti delle loro pubblicazioni: dai contenuti fino ai materiali. Il loro punto di forza è la riscoperta di perle dimenticate dai grandi gruppi editoriali, magari perché considerate meno interessanti in una logica che è solo quella di mercato. Come ad esempio Zagazoo di Quenti Blake in uscita ad Ottobre. Ebbene sì, finalmente arriva in Italia!
Hanno preso parte all'incontro anche la Bottega di Baltazar e Livio Vianello.
La bottega Baltazar non la conoscevo, ma ha dei progetti molto belli e innovativi legati alla musica. E' una sorta di laboratorio acustico che si dedica alla lavorazione di nuove forme per la musica folk. Livio Vianello invece è un bravissimo lettore ad alta voce. 
Tutti hanno concordato sul fatto che si debba ripartire dalle scuole, creare opportunità di crescita e costruire rapporti di fiducia e relazioni, garantire qualità ai lettori e raggiungere la massa critica.
Nel pomeriggio abbiamo avuto la possibilità di scegliere alcuni incontri formativi a cui partecipare.
Io ho scelto Creare un book trailer, A ciascuno il suo: uno, cento Roald Dahl, Anima-Libro e Il tempo per leggere.
Si trattava di brevi incontri che davano la possibilità di confrontarsi con dei professionisti per avere degli spunti e delle idee da mettere poi in pratica in biblioteche, scuole e altri luoghi con intento culturale. 
Sono stati bellissimi gli incontri su Roald Dahl e sul tempo per leggere, entrambi con Livio Vianello. Nel primo, il tema era per l'appunto Roald Dahl e le sue opere. Si è parlato della chiave di lettura da dare ai vari libri, le fasce d'età più adatte alle varie storie, ma anche dell'editoria italiana per bambini e ragazzi, che come sappiamo in Italia resta un settore forte. Nel secondo incontro si è discusso del tempo per leggere. Come trovarlo? O forse, come trovare la voglia di leggere? Perché il tempo che dedichiamo alla lettura spesso ci sembra (o sembra agli altri) tempo sprecato o rubato al tempo per vivere. La sovrana lettrice di Alan Bennet è stato lo spunto da cui partire, perché si tratta di un percorso di pedagogia della lettura: vediamo come si costruisce un lettore e gli errori che si possono fare nella costruzione della forma mentis di un lettore. Inutile dire che durante entrambi gli incontri ho segnato una valanga di nuovi titoli da inserire in wish list: si va da Come un romanzo di Pennac fino a saggi come Contro il colonialismo digitale.
Nell'incontro Anima-Libro con Carlo Corsini, si è trattato il libro come forma di narrazione, laboratorio creativo, opera teatrale e corso di formazione, soprattutto legato a quello che è il campo della lettura ad alta voce. Come si scegli il libro da leggere? Come si legge? Come ci si rapporta al lettore? E come si crea il contesto nel quale leggere? 
Bisogna partire dall'idea che quando si va a leggere ad alta voce si sta facendo un regalo a chi ascolta. Dietro alla lettura ad alta voce c'è un lavoro incredibile, non si tratta solamente di leggere, ma bisogna tenere in considerazione tutti i quesiti precedenti. Un libro scelto bene, letto nel modo e nel contesto giusto, con l'utilizzo di altri oggetti di scena per calamitare l'attenzione, può diventare davvero un punto di partenza per realizzare altre cose e per raggiungere le corde giuste del lettore. 
L'incontro riguardo il book-trailer è quello che forse avrebbe avuto bisogno di maggior tempo per essere illustrato e appreso nel migliore dei modi. Era presentato da Barchetta Blu, un centro di ricerca e biblioteca di Venezia che organizza molti laboratori ed eventi soprattutto per bambini e ragazzi. E' stato illustrato come un quello del video storytelling possa essere un modo diverso per lavorare su di un libro o per trasformarlo, specialmente quando si tratta di contesti come la scuola. Si può partire dalle immagini di albi illustrati per creare una propria video-storia o si può utilizzare il mezzo del video come strumento di lettura del libro. 
Tutti i corsi sono stati interessanti e ricchi di nozioni, spunti, idee e titoli di altri libri. 
Anche la Biblioteca di Jesolo ha contribuito alla riuscita di tutto l'evento, è una biblioteca bellissima. Grande, con spazi organizzati e dedicati alle varie attività, molto ben fornita e frequentata. E' stata una bellissima esperienza e spero di replicare presto con altri eventi simili!


Leggere in bianco e nero, pensare a colori.

A presto,
Ari 

giovedì 29 settembre 2016

Dimmi buonanotte: Benvenuto Autunno!


Ciao a tutti!
E' da poco iniziato l'autunno, quale modo migliore per dare il benvenuto a questa stagione se non con una bella poesia?
Oggi ho scelto la poesia di Emily Dickinson, Il nome suo è Autunno.
E' una delle mie poesie preferite, come anche l'autrice.


Il nome - suo - è "Autunno" -
Il colore - suo - è Sangue -
Un'Arteria - sulla Collina -
Una Vena - lungo la Strada -
Grandi Globuli - nei Viali -
E Oh, l'Acquazzone di Tinte -
Quando i Venti - rovesciano il Bacile -
E versano Pioggia Scarlatta -
Sparpaglia Berretti - laggiù -
Forma rubicondi Stagni -
Poi - avvolgendosi come una Rosa - se ne va -
Su Vermiglie Ruote -

...

The name - of it - is "Autumn" -
The hue - of it - is Blood -
An Artery - upon the Hill -
A Vein - along the Road -
Great Globules - in the Alleys -
And Oh, the Shower of Stain -
When Winds - upset the Basin -
And spill the Scarlet Rain -
It sprinkles Bonnets - far below -
It gathers ruddy Pools -
Then - eddies like a Rose - away -
Upon Vermillion Wheels -


La punteggiatura della Dickinson può essere definita eccentrica. Ci sono molti trattini al posto dei punti nei suoi manoscritti, mai virgole o punti. Gran parte delle sue parole sono in maiuscolo, specialmente i sostantivi. Personalmente, è una delle mie poesie preferite in assoluto. L'uso di alcune parole in particolare (scarlatta, vermiglie, globuli, arteria) riesce a rievocare i colori dell'autunno e a renderli ancora più vividi e pregnanti. 

A presto,
Ari 

Credits photo:
WeHeart.it
Arianna Bordignon

mercoledì 28 settembre 2016

Www Wednesday #13

Buonsalve lettori!
Mentre voi leggete questo post io sono in biblioteca *yuppi!*
Oggi vi aggiorno sulle mie letture e domani potrete leggere un post dedicato al festival Leggere per Leggere a cui ho partecipato.
Spero vi piacciano e come sempre, se vi va, lasciate i vostri pensieri qua sotto.


What are you currently reading? Cosa stai leggendo?
In realtà, starei ancora leggendo La casa del sonno di Jonathan Coe, ma mi mancano pochissime pagine  e ho già iniziato a sbirciare Sottomissione di Houellebecq. In realtà questa lettura non era in programma, ma ho letto la citazione iniziale di Huysman e mi è venuta voglia di iniziarlo. Non so ancora cosa aspettarmi da questa lettura, a madre non è piaciuta chissà quanto. Mah, vedremo!

What did you recently finish reading?Cos'hai appena finito  di leggere? 
Come dicevo sopra, sono praticamente alla fine de La casa del sonno di Jonathan Coe. E' stata una lettura lunghissima, non perché non mi piacesse il libro, ma avevo un vero blocco del lettore. Non riuscivo a leggere nemmeno mezza pagina! E' stato davvero un brutto momento, ero troppo stressata e stanca anche solo per aprire il libro. La storia è davvero bella e la struttura dell'intero romanzo ti cattura fino alla fine. Credo mi sia piaciuto ancora di più rispetto a La pioggia prima che cada. 

What do you think you'll read next? Cosa pensi di leggere in seguito? 

















I papabili restano sempre i due che vi avevo presentato nello scorso post. A Quando siete felici fateci caso di Vonnegut e Il libro dell'estate della Jansson però si aggiunge Il re dell'uvetta di Fredrik Sjoberg, edito anche questo da Iperborea che me l'ha gentilmente inviato e non vedo l'ora di leggere! 
Credo partirò da quest'ultimo, ma non ne sono sicura. Ultimamente scelgo i libri abbastanza a sentimento in base alle prime righe. Si vedrà! Prossima settimana magari vi mostro anche la mi TBR di ottobre. 

Fatemi sapere se avete letto questi libri, cosa ne pensate e come procedono le vostre letture autunnali!
A presto,
Ari 

martedì 27 settembre 2016

Serata a Palazzo Roberti, aspettando Harry Pottere e la maledizione dell'erede

Salve lettori! 
Sono giornata un po' caotiche e devo ancora abituarmi alla routine dei nuovi orari, quindi il blog ne risente, ma spero di riuscire a recuperare i post arretrati.
Per questo oggi vi parlo dell'evento a cui ho partecipato venerdì sera alla bellissima libreria Palazzo Roberti per l'uscita di Harry Potter e la maledizione dell'erede.
Partiamo dalla libreria, Palazzo Roberti rientra tra le 20 librerie  più belle d'Italia e vi assicuro che è davvero bellissima. 
La libreria si trova in un palazzo nobiliare del '700 e si sviluppa su tre piani, due destinati all'esposizione e vendita dei libri e il piano "nobile" con un salone le cui pareti sono decorate da splendidi affreschi. E' in questa sala che si svolgono incontri con l'autore, conferenze, concerti, esposizioni e ovviamente l'evento per l'uscita dell'ottavo libro di Harry Potter. 
La serata iniziava alle 23.00, ma già alle 22.40 c'era un folto gruppo di persone di fronte alla libreria.
Una volta entrata sono, miracolosamente, riuscita a trovare un posto a sedere. 
Fortunatamente lo staff aveva predisposto anche uno schermo al piano terra dove, chi non era riuscito a salire, poteva seguire l'evento. 
La serata è iniziata con una breve presentazione della serata e si è poi passati alle letture ad alta voce accompagnate dalla musica dal vivo. 
I lettori facevano parte del gruppo LaAV Lettori ad Alta Voce di Breganze (VI), un movimento di volontari per la lettura che nasce all'interno dell'associazione Nausika. L'idea è quella di donare tempo e voce per la salute delle persone, leggono infatti nelle carceri, negli ospedali e in moltissimi altri posti in cui ci sia bisogno di creare una rete solidale. I lettori erano davvero bravi, hanno letto alcuni dei passi più significativi dell'intera saga. Dal binario 9 ¾ fino all'ultimo capitolo de I doni della morte, il tutto era accompagnato dalle musiche e colonne sonore dei film suonate dal vivo. Ho cercato anche di fare  un video, ma l'audio non rende bene. L'atmosfera ricreata era davvero bellissima e perfetta per la serata. L'intera libreria era stata addobbata a tema Harry e venivano distribuite anche delle Jelly Belly, purtroppo le Bertie Bott's erano solamente in esposizione quindi niente gusto moccolo o terriccio. Io ho beccato pesca, torta di mele e zucchero filato. Era stato predisposto anche un angolo in cui era possibile farsi fare una foto segnaletica da vero mago ricercato, una cosa molto divertente e molto apprezzata da tutti, grandi e piccini! 


Inoltre era stato indetto anche un concorso online con la possibilità di vincere una copia del libro rispondendo a un breve quiz. Ovviamente non sono stata estratta, ma considerando che avevano partecipato più di 140 persone, non avevo molte speranze. 
La distribuzione delle copie allo scoccare della mezzanotte e un minuto è filata liscia e non c'è stata una grande ressa, erano state predisposte copie a sufficienza e per mezzanotte e mezza era già fuori con la mia copia. Insomma, la serata è stata bellissima. organizzata benissimo e con un sacco di gente e divertimento. 
@LeggendoaBari
Mi sarebbe piaciuto moltissimo poter andare all'evento organizzato alla Feltrinelli di Padova, dove venivano anche serigrafate le magliette con un disegno speciale dedicato all'evento, ma non oso immaginare la ressa che ci sarà stata! Sono veramente contenta di essere andata e di aver preso il libro. Non l'ho ancora iniziato, ma sarà una delle letture del mese di ottobre. Non mi aspetto chissà quale cosa, primo perché non è un romanzo ma il testo dell'opera teatrale, secondo perché non è stato scritto solamente e direttamente dalla Rowling. Ma è comunque un libro  che non può mancare nella libreria di chi è cresciuto e ha amato l'intera saga. Dovesse anche essere una boiata colossale, dev'esserci. E magari un giorno riuscirà anche ad assistere allo spettacolo teatrale.
A presto,
Ari 


giovedì 22 settembre 2016

Autunno in libreria: anteprime vicine e lontane di settembre e ottobre

Buongiorno!
Nel post di oggi vi presento alcune delle uscite in libreria di settembre-ottobre.


Un figlio di Alejandro Palomas
Neri Pozza 
17, 00 - 22 settembre
Guille non ha niente in comune con i suoi compagni di quarta elementare: è taciturno, non ama il calcio e ha sempre la testa tra le nuvole. Sarà perché non si è ancora ambientato nella nuova scuola, dice suo padre, Manuel Antúnez, quando la maestra Sonia lo convoca d’urgenza in aula docenti. Sonia, però, scuote la testa. Quella mattina, prima dell’intervallo, ha chiesto agli alunni che cosa avrebbero voluto fare da grandi. C’è chi ha risposto il veterinario, chi Beyoncé, chi ancora l’astronauta, Rafael Nadal o la vincitrice di The Voice. Guille ha risposto... Mary Poppins. E ha anche motivato la sua scelta: vuole essere Mary Poppins perché è una signora simpatica che sa volare, ama gli animali e, quando non lavora, può nuotare nel mare insieme ai pesci e ai polipi.
Sonia consiglia a Manuel di affiancare al bambino una psicologa scolastica che lo aiuti ad aprirsi con i compagni e a non rifugiarsi in un mondo immaginario e strampalato, e il padre si dice d’accordo.
Nessuno dei due adulti ha, però, intuito il vero motivo della risposta di Guille. Avere i poteri magici di Mary Poppins significa per il bambino risolvere d’incanto tutti i suoi problemi. Gli basterebbe, infatti, cantare Supercalifragilistichespiralidoso e sua madre tornerebbe a casa, suo padre smetterebbe di passare le sere a piangere e la sua amica Nazia non sarebbe costretta ad andare in Pakistan a sposare un signore anziano che neppure conosce...
Guille è stufo che tutto il mondo continui a ripetergli che è soltanto un bambino e che i bambini non possono capire certe cose. Lui, invece, le capisce benissimo. Sa perfettamente che suo padre lo mette a letto e poi va a rimestare in una vecchia scatola nascosta sull’ultimo ripiano dell’armadio. Sa, soprattutto, che è un vero mistero che sua madre sia andata a lavorare a Dubai come hostess di volo e non sia ancora tornata… Con la sua prosa lieve, Alejandro Palomas – «un ritrattista dell’animo umano, uno degli scrittori più amati e promettenti della nostra letteratura» (Culturamas) – regala ai lettori una favola tenera e profonda che riflette sulla distanza emotiva che un dolore improvviso può instaurare tra un padre e un figlio. Un romanzo pieno di grazia e di speranza che parla al cuore di chi non vuole smettere di credere ai propri sogni.

L'illusione delirante di essere amati di Florenze Noiville
Garzanti
15,00 - 15 settembre
Laura Wilmote si rende conto che qualcosa non va. Di fronte a lei c'è C., sua amica da quando erano ragazze, ed è vestita esattamente come lei. Laura è una scrittrice e autrice televisiva di successo. Conduce un programma di cultura sulla televisione francese e sta lavorando a una puntata sul tema della gelosia. Da qualche mese C. ha iniziato a lavorare con lei. Laura l'ha rivista per caso e le due donne si sono raccontate gli anni passati dal loro ultimo incontro. C. è una donna insoddisfatta, non è riuscita a realizzare i suoi desideri e ha un lavoro precario. Laura invece ha fatto studi prestigiosi e adesso vive come aveva sempre sognato, grazie alla scrittura. La protagonista, in parte per amicizia, in parte per un inconfessato senso di colpa nei confronti della vecchia amica, le ha procurato un lavoro nella sua emittente.
Adesso però C. si sta comportando in modo strano. Vuole essere come Laura. Di più, vuole essere Laura. Finché non rivela il perché di questo atteggiamento: è innamorata di lei, ed è convinta al di là di ogni dubbio che anche Laura nutra gli stessi sentimenti. E non sembra disposta ad arrendersi di fronte alle proteste di Laura, anzi, inizia a farsi sempre più insistente, addirittura inquietante nella sua cecità di fronte alla realtà…
Dopo gli intensi romanzi La donazione e Quella sottile affinità, Florence Noiville torna con una storia tutta al femminile. Un romanzo psicologico che si tinge di giallo. Due amiche. Una vicinanza tossica. La storia di un'amicizia che si tramuta in pericolo e ossessione.

Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio di Kate Bolick
Sonzogno
17,50- 15 settembre
"Chi sposerò? E quando? Sono queste le due domande fondamentali della vita di ogni donna." Inizia così "Zitelle", indagine originale e provocatoria sui piaceri e le opportunità del rimanere single. Kate Bolick, giornalista e scrittrice, ripercorre la propria educazione sentimentale e ci introduce alle appassionate ragioni che hanno guidato la sua scelta di non sposarsi - scelta condivisa ormai, come ci informano le statistiche, dalla maggioranza delle donne americane. Questo cambiamento demografico senza precedenti, ci spiega l'autrice, è la logica conseguenza di un'evoluzione secolare. Zitelle, infatti, mette in scena un cast di "pioniere", da Edith Wharton a Maeve Brennan (la leggendaria ispiratrice del personaggio di Holly Golightly in Colazione da Tiffany), che con il loro ingegno, la loro tenacia e la loro inclinazione verso l'avventura hanno incoraggiato la Bolick a costruirsi una vita per conto proprio. Le idee e le azioni non convenzionali di queste donne mostrano che le attuali discussioni sulla condizione femminile hanno alle spalle una lunga storia. Ma "Zitelle" è anche un invito a guardarci dentro, per scoprire gli ingredienti di una vita autentica, per riassaporare quegli splendidi anni in cui eravamo giovani e spensierate oppure per goderci la mezza età e il diritto di farci finalmente gli affari nostri.

Connectograhy di Parag Khanna
Fazi Editore
29 settembre
Dalla sua città di residenza, Singapore, il famoso stratega geopolitico indiano Parag Khanna si è spostato verso le mete più disparate, dall’Ucraina all’Iran, dalle miniere della Mongolia a Nairobi, dalle coste atlantiche al circolo polare artico. Grazie ai suoi viaggi ha avuto modo di osservare i mutamenti epocali che stanno investendo il mondo. Migrazioni, megalopoli, Zone Economiche Speciali, comunicazioni e cambiamenti climatici stanno ridisegnando la geografia planetaria: gli Stati non sono più definiti dai loro confini, bensì dai flussi di persone e di legami finanziari, commerciali ed energetici che quotidianamente li attraversano. In questo scenario anche lo scontro fra potenze assume nuove forme, trasformandosi in un forsennato tiro alla fune: gli eserciti vengono usati tanto per difendere i territori quanto le risorse e le infrastrutture che vi sono custodite. Sono i prodromi della definitiva scomparsa delle guerre? Connectography, che chiude la trilogia di cui I tre imperi e Come si governa il mondo sono i primi due volumi, è una mappa dettagliatissima che non solo ci offre una lucida analisi del presente, ma ci propone una visione molto ottimistica del futuro che ci attende: un mondo in cui le linee che lo connettono sono molte di più di quelle che lo separano.

Harry Potter e la maledizione dell'erede di J.K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne
Salani
19,80 - 24 settembre 
È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e; padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell'eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l'oscurità proviene da luoghi inaspettati.
Basato su una nuova storia originale scritta da J.K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany, Harry Potter and the Cursed Child, una nuova opera teatrale di Jack Thorne, è la prima storia ufficiale di Harry Potter rappresentata a teatro.



Fangirl di Rainbow Rowell
Piemme 
17,00 - ottobre
Approdata all’università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fan fiction di cui migliaia di fan attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con un ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fan fiction siano solo un plagio e un compagno bellissimo che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita.







Un po' di follia in primavera di Alessia Gazzola
Longanesi 
17,60 - 26 settembre 
Quella di Ruggero D'Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato con un'arma del delitto particolarmente insolita. E anche perché Ruggero D'Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante... Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio e dai seminari che ha frequentato con grande interesse, catturata dal magnetismo di quell'uomo all'apparenza rude ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. E con le sue parole. L'indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta... Ma sarà quella giusta?



E anche per oggi è tutto. Fatemi sapere cosa ne pensate di questi titoli!
A presto,
Ari 

martedì 20 settembre 2016

Fuori

Salve lettori!
Ogni tanto provo a scribacchiare qualcosina pure io.
Scrivere è un'attività che mi piace moltissimo, ma molto spesso evito perché non mi sento all'altezza o per mancanza di idee chiare.
Di seguito vi lascio una breve storia che avevo scritto qualche tempo fa e che è saltata fuori durante il riordino dei miei caotici taccuini.
Ovviamente se volete lasciarmi i vostri parerei ne sarò ben felice!


Fuori.
2555 giorni. 7 anni.
7 anni rinchiusa qua dentro. Tra queste 4 mura, a fissare il soffitto di cartongesso con le macchie d'umidità o il pavimento di linoleum verde.
Che differenza dalla mia vecchia vita.
Ero perfetta.
Figlia perfetta, studentessa modello, ragazza perfetta.
Io ero perfetta, il mio modo di fare era perfetto, il mio modo di vestire, di camminare e di parlare.
Tutto perfetto. E in un solo momento, il tempo di un respiro, tutto è andato in frantumi.
Ricordo soltanto il mio riflesso nello specchio. Non avevo più una faccia. La mia perfezione era scomparsa. Dopo ci furono solo buio e grida.
Quando mi svegliai ero in questa stanza. Legata al letto dalle cinghie di contenimento. Fissavo quella grande macchia d'umidità sul soffitto e mi sembrava un topo. Io mi sentivo come un topo. Un topo in trappola. Mi tennero d'occhio e legata per alcuni giorni. Poi pian piano potei vagare liberamente tra le altre anime inquiete del reparto, non lo feci per molto. Vedevo specchi ovunque e ne ero terrorizzata. Così cominciai a restare chiusa nella mia stanza per tutto il giorno.
C'ero soltanto io. Nessuno specchio, nessuna voce.
Quando arrivava mia madre fingevo di dormire. Non sarei riuscita a parlarle, a vedere la delusione dipinta sul suo volto. Lei si sedeva sulla poltrona e aspettava. Ogni volta.
Quello era l'ennesimo giorno di visita e tutto si sarebbe ripetuto. Come un mantra. Era la mia vita ora e pensavo non sarebbe mai cambiata. Arrivò mia madre che mi ero già coricata, pronta a fingere di dormire per un paio d'ore. Ma questa volta lei non si sedette sulla vecchia poltrona consunta. Si avvicinò e mi accarezzò i capelli. Un brivido mi corse lungo tutto il corpo. Poi la sentii avvicinarsi alla piccola scrivania e appoggiarvi sopra qualcosa. E se ne andò. Restai ancora per un po' di minuti distesa a letto, confusa. Perchè? Perchè aveva interrotto il mio mantra? Mi alzai, e senza degnare di uno sguardo la scrivania, mi diressi in bagno. Mi infilai sotto il getto caldo della doccia: volevo che scivolasse via tutto. Il passato, con i suoi ricordi e la mia vita perfetta, il presente, con questa stanza, il linoleum verde, mia madre e l'interruzione della mia vita. E perchè no, anche il futuro. Volevo dimenticare tutto. Ogni cosa.
Quando uscii, però, accadde ciò che pensavo non sarebbe mai successo. Mi cadde l'occhio sulla scrivania e vidi cosa aveva lasciato mia madre. Il mio vecchio specchietto da trucco accompagnato da un biglietto: “buon compleanno bambina mia”. Le lacrime mi inondarono il volto e dopo 7 anni, 2555 giorni, rividi per la prima volta il mio viso. Ero sempre io.
I medici l'avevano detto che prima o poi avrei dovuto affrontare la cosa per superare la mia psicosi, ma mi ero sempre rifiutata di farlo. Avevo addirittura coperto gli specchi del bagno con degli asciugamani. E ora ero di nuovo là. Ero di nuovo io. Era tutto finito, il mio mantra, la mia routine apatica. Ero viva. Grazie a mia madre e il suo regalo di compleanno per me. Ancora non lo sapevo ma ci sarebbero voluti mesi prima che uscissi davvero da qui.
Ma la mia vita ricominciò. Come se non fosse mai accaduto nulla.
Per 7 anni, 2555 giorni, ero rimasta in stand-by, imprigionata nel limbo confuso della mia mente.
Ricominciai a vivere: la perfezione se ne era andata. Forse era sempre stato quello il problema. La mia perfezione. La perfezione che gli altri mi attribuivano. Era stata quella a distruggermi e ora, di punto in bianco, non c'era più.
Ero di nuovo io. Viva. Libera.
O almeno era ciò che credevo.



Credits:
Laura Makabresku
Laura Zalenga

lunedì 19 settembre 2016

Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer

Buongiorno lettori!
Oggi sarò tutto il giorno al corso di formazione, ma ho preventivamente preparato per voi una veloce recensione con cui iniziare la settimana.
Purtroppo il libro non mi è piaciuto come mi aspettavo, ma sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi.

Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer  
Un'email all'indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l'impaccio iniziale, tra Emmi Rothner - 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito - e Leo Leike - psicolinguista reduce dall'ennesimo fallimento sentimentale - si instaura un'amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d'amore epistolare dell'era Internet, "Le ho mai raccontato del vento del Nord" descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?

Doveva pur esserci una ragione se avevo abbandonato questo libro, per quasi due anni, sotto ad una pila di altri libri. 
L'idea di base è quella di un'amore virtuale. Emmi e Leo si conosco a causa di un'email inviata all'indirizzo sbagliato, da qui inizia un lungo botta e risposta che sfocerà, dapprima in un'amicizia fatta di battute e frecciatine, poi in qualcosa di ben più complesso. 
Come idea di partenza non è male, infatti è stata proprio questa ad attirarmi, insieme ai commenti entusiastici sul web. Nella realtà ho trovato l'intero libro di una noia mostruosa, prolisso e estremamente inverosimile.
Il sapore che speravo di ritrovare in questo romanzo, è quello delle vecchie lettere d'amore che si scrivevano genitori e nonni, un sapore di romanticismo adeguato ai tempi correnti e trasportato dalla lettera cartacea alle email virtuali. 
Non c'è nessuno intorno a noi. Abitiamo in un non-luogo. Siamo senza età, senza volto. Il giorno e la notte non esistono. Siamo fuori dal tempo. Abbiamo solo gli schermi del computer, rigorosamente top secret, e un hobby in comune: l'interesse per un perfetto sconosciuto.
E' pressoché impossibile che si instauri una corrispondenza come quella tra Emmi e Leo ai giorni nostri. Ci può anche stare il mistero del non volersi conoscere, anche se il desiderio di vedere in faccia la persona con cui si corrisponde è un impulso che tutti hanno; ma il modo di rivolgersi all'altro senza usare il tu, se non a fine libro, lo stuzzicarsi per poi tirarsi indietro, il teatrino dell'incontro nel locale e l'amica di lei, fanno del intero romanzo una minestra allungata. 
L'autore utilizza una base alla portata di tutti, perché tutti abbiamo conosciuto persone su internet, tutti abbiamo immaginato la vita di qualcuno sconosciuto che abbiamo incontrato sul web. Ma credo nessuno sia arrivato ad una storia così eterea(?), favolistica e inverosimile. Anche il voler fare mistero sulle proprie vite private è un espediente per dare un po' di mistero ai lettori, in realtà appare ridicolo e noioso. E' naturale svelare la propria vita quando due persone intrattengono una lunga conversazione via email, viene spontaneo anche senza volerlo. 
I due protagonisti utilizzano le email come dei rifugi: per lui di un amore incerto, per lei di una felicità nel matrimonio diventata ormai monotona. Dei due ho mal sopportato Emmi e il suo modo di fare, mentre Leo sembrava più una macchietta. 
Non possiamo vivere quello che scriviamo. Non possiamo sostituire le tante immagini con cui ognuno di noi raffigura l'altro. Io resterò deluso se lei non sarà all'altezza della Emmi che conosco. E non sarà all'altezza! Lei si deprimerà se io non sarò all'altezza del Leo che conosce. E non sarò all'altezza!
Insomma, questo romanzo per me è un grande no. Glattauer, per me, ha toppato completamente. Ho finito il libro con estrema fatica e saltando più volte le pagine da quanto era noioso.
L'avete letto? Cosa ne pensate? Lasciatemi i vostri pensieri e pareri nei commenti, questa sera me li leggo appena arrivo a casa! 
A presto, 
Ari 

Credits:
Arianna Bordignon
WeHeart.it 
WeHeart.it

mercoledì 14 settembre 2016

Www Wednesday #12

Rubrica creata dal blog Should be Reading.
What are you currently reading?
What did you recently finish reading?
What do you think you'll read next?

Buongiorno lettori! Ieri pomeriggio ne ho approfittato per preparare un paio di post programmati per il blog, quindi mentre voi state leggendo questo nuovo appuntamento con la rubrica Www Wednesday, io sono in biblioteca a spremermi le meningi sul metodo di classificazione Dewey. Maledetta quella volta che ho scartato l'esame di archivistica all'università (!)
Ma insomma, parliamo di cose serie e librose.
Non sto leggendo, ho un vero e proprio blocco del lettore
Non ho ancora trovato un metodo efficace per combattere questa orribile sindrome che, prima o poi, colpisce tutti i lettori. Voi cosa fate quando non riuscite proprio a leggere? Ho grosse difficoltà a cambiare libro e lasciarne là uno a metà. Mi sento in colpa nei confronti del libro che resta abbandonato sul comodino. E' come se mi fissasse e dicesse: "Traditrice", "Sono qui solo, soletto", "Sfogliami". 
Lo so, non è molto normale la cosa. Probabilmente sto impazzendo lentamente. Il prossimo passo sarà arrampicarsi sulla cima degli alberi per leggere alle cornacchie e alle gazze. 
Sono ancora ferma a metà de La casa del sonno di Jonhatan Coe e, nonostante il libro sia molto bello e coinvolgente, non riesco ad andare avanti. 
La sera sono stanca e mi addormento relativamente presto, perciò nada; nei momenti in cui sono a casa faccio tutt'altro e niente. Il libro resta là con il segnalibro a metà.
Spero che l'arrivo del pacco dal Libraccio mi dia l'imput giusto per ripartire.

What are you currently reading? Cosa stai leggendo?

Per quanto riguarda le letture future sono quasi certa dei futuri prescelti. 
Sono entrambi libri che cercavo da moltissimo tempo e li ho finalmente presi a metà prezzo.
Quando siete felici fateci caso di Vonnegut e Il libro dell'estate di Tove Jansson, due libri diversissimi, ma di cui ho sentito molti pareri positivi (specie per Vonnegut). Credo potranno offrirmi ottimi spunti per più ambiti. E poi avete visto che copertine meravigliose? Sono entrata in fissa totale con le pubblicazioni Iperborea e amo follemente la grafica di minimum fax.

What do you think you'll read next? Cosa pensi di leggere in seguito? 

Mi raccomando, fatemi sapere cosa state leggendo e cosa ne pensate di questi libri se li avete letti. 
In pausa pranzo arrivo a rispondere (e aggiungere altri libri alla wishlist). 
A presto,
Ari 

martedì 13 settembre 2016

Il cuore dell'oceano di Sergio Bambarén

Buongiorno lettori!
Ieri ho iniziato la mia avventura con il Servizio Civile in biblioteca e sono già in fibrillazione!
Il blog subirà degli ulteriori ritardi finché non mi regolo e abituo agli orari, ma poi si torna attivi e regolari.
Per oggi vi lascio la recensione di un piccolo libricino letto quest'estate: Il cuore dell'oceano di Sergio Bambarén.


Il cuore dell'oceano di Sergio Bambarén
Sperlign &Kupfer
132 pagine
15,90 

Nel cuore dell'oceano qualcosa di straordinario aspetta Sergio Bambarén. E lui, grande sognatore da sempre innamorato del mare, con cui vive quasi in simbiosi, ha deciso di seguire il suo istinto, di abbandonare ogni timore e realizzare l'antico sogno di nuotare con i più maestosi animali marini. Così parte alla volta di Gorgona, una piccola, incontaminata isola nel Pacifico al largo della Colombia, determinato - malgrado gli inevitabili rischi - a immergersi insieme con le balene, che numerose ogni anno si avvicinano all'isola per nutrire i piccoli e sfuggire al gelido inverno antartico. Sono creature che incantano oltre ogni immaginazione: imponenti e spaventose da lontano, mansuete e accoglienti quando le si guarda da vicino. Ascoltare il loro canto è un'esperienza che ipnotizza; per Sergio, poter comunicare con questi giganti gentili significa entrare in contatto con la propria anima, con la parte più autentica di sé, e rendersi conto di quali sono le cose davvero importanti della vita. In una parola, è come rinascere. Questo nuovo viaggio ai confini della natura e dell'anima ha dato a Bambarén una preziosa lezione di vita, che lui dedica al figlioletto Daniel e condivide con noi: dobbiamo seguire la voce del cuore e avere il coraggio di concretizzare i nostri sogni, anche quelli più ambiziosi e audaci, perché se noi siamo felici rendiamo felice anche chi ci sta intorno.

In questo breve racconto Bambarén ci narra della sua incredibile avventura in cui ha nuotato con le balene. Bambarén è una persona estremamente legata al mare, vive quasi in totale simbiosi con esso. Non a caso è presente in praticamente tutti i suoi libri, molto spesso è il fulcro stesso della narrazione. Qui ci racconta del suo viaggio verso l'isola di Gorgona, nel oceano Pacifico, per poter realizzare il sogno di immergersi con le balene. 
Un'esperienza unica, ma non priva di rischi. Le balene sono esseri imponenti con una mole spaventosa (solo l'occhio è grande come la testa di un uomo), ma si rivelano anche mansuete e accoglienti.
L'autore non si limita a descrivere solo il "come" dell'esperienza, ma soprattutto che "cosa" ha sentito durante questi momenti: l'entrare in contatto con questi meravigliosi esseri, ma anche con la propria anima. Ma il messaggio principale che vuole trasmettere è quello di accettare che la vita è in continuo movimento e che solo liberandosi dalle aspettative e dalle paure si può vivere a pieno. Pretendiamo che le cose siano come noi le vogliamo, riusciamo a concepire il cambiamento solo ad un livello intellettuale, senza riuscire ad accettarlo completamente. 
La vita non è né giusta né sbagliata. La vita è in movimento.
Bambarén potrebbe apparire egoista a molti: un uomo con un figlio piccolo, che lo aspetta a casa, che decide comunque di intraprendere esperienze potenzialmente pericolose. In realtà lui segue il suo istinto, il suo desiderio di vivere la vita appieno e cogliere tutto quello che può offrire. E' pronto ad accettare tutto quello che può accadere, senza rimpianti o rammarichi. Se non facesse così tradirebbe se stesso e il suo modo di essere. 
Riuscire ad arrivare ad una tale pace e accettazione della vita non è semplice. 
Con il suo stile fresco e semplice riesce a trasmettere i suoi pensieri e a far vivere al lettore le sue incredibili avventure. 
Avevo conosciuto quest'autore con il libro Il Delfino, anch'esso molto dolce e impregnato di spiritualità, amore e comunione con la natura e la vita. 
E' incredibile l'immagine che riesce a dare del momento in cui si ritrova a nuotare in mezzo alle balene. 
Suscita un po' di invidia, ma anche tanta voglia di mettersi in gioco e cercare di realizzare i propri sogni. 
E' una letture breve e piacevole, adatta a chi ama il mare, la natura e vorrebbe una spinta in più di incoraggiamento. 
Non conta il tempo che trascorriamo su questa Terra: contano le cose meravigliose che incontriamo sul nostro cammino.

A presto,
Ari 

Credits
Arianna Bordignon
Mitsuaki Iwago
Paul Nicklen

giovedì 8 settembre 2016

Notti in bianco, baci a colazione di Matteo Bussola

Buongiorno lettori!
Scusate l'assenza degli ultimi due giorni, ma martedì sono arrivati dei miei cugini dall'Australia e mercoledì non stavo benissimo.
Oggi però vi parlo di un libro davvero carino e divertente di cui vi avevo già accennato nel recap estivo.

Notti in bianco, baci a colazione di Matteo Bussola 
Einaudi 
Pagine: 175
2016
17,00
Il respiro di tua figlia che ti dorme addosso sbavandoti la felpa. Le notti passate a lavorare e quelle a vegliare le bambine. Le domande difficili che ti costringono a cercare le parole. Le trecce venute male, le scarpe da allacciare, il solletico, i "lecconi", i baci a tutte le ore. Sono questi gli istanti di irripetibile normalità che Matteo Bussola cattura con felicità ed esattezza. Perché a volte, proprio guardando ciò che sembra scontato, troviamo inaspettatamente il senso di ogni cosa. Padre di tre figlie piccole, Matteo sa restituirne lo sguardo stupito, lo stesso con cui, da quando sono nate, anche lui prova a osservare il mondo. Dialoghi strampalati, buffe scene domestiche, riflessioni sottovoce che dopo la lettura continuano a risuonare in testa. Nell'"abitudine di restare" si scopre una libertà inattesa, nei gesti della vita di ogni giorno si scopre quanto poetica possa essere la paternità.

La vita è quel che accade, anche se è fatta di quel che scegli.
Notti in bianco, baci a colazione è il libro d'esordio di Matteo Bussola, fumettista per Sergio Bonelli diventato famoso per i suoi post su Facebook in cui racconta la sua quotidianità come padre e compagno. 
Il libro è diviso in stagioni, in cui si alternano i dialoghi con le figlie e la compagna, intervallati da ricordi e riflessioni. E' la vita di un padre alle prese con una vita scandita dal lavoro, dalle incombenze quotidiane per far quadrare i conti e le domande spiazzanti delle sue tre figlie.
Virginia,  Ginevra e Melania sono tre piccoli vulcani alla scoperta del mondo e di quei temi che solo i bambini possono riuscire a riassumere in modo così semplice e disarmante. 
Il loro mondo è quello di una normale famiglia in cui i genitori  devono far quadrare i conti, comprano il caffè "Caffè" al discount per risparmiare e soprattutto cercano di crescere tre bambine nell'amore. E' facile identificarsi in questa bella famiglia, anche se a tratti sembra quella del Mulino Bianco, ma come in tutte ci sono anche qui gli alti e bassi della vita.
Le dolci ed esilaranti scene con le figlie si alternano a incontri e riflessioni che descrivono la vita di un uomo, un padre e un compagno che riesce ancora a fermarsi a cogliere quei piccoli attimi che costituiscono la vera felicità.
La vita di tutti i giorni spiegata a delle bambine, ma anche a sé stessi per vedere il mondo da un'altra prospettiva, senza fermarsi alle apparenze. 
"...-Nei cuori ci sono anche l'amore, vero?
-Sì, ma non si dice ci sono, Ginevra. Si dice c'è, l'amore è singolare.
-Non è vero!- ha detto seria. -L'amore sono tanti.
Mi sono zittito e non l'ho corretta più, perché l'amore sono tanti anche secondo me..."
Un'elogio alla normalità e alla bellezza da riscoprire nelle piccole cose. 
Di tutto questo Matteo parla con grande lucidità e umanità, riuscendo a trasmettere tutta la meraviglia di essere padre, compagno e uomo. 
Bellissimi e divertentissimi sono anche i dialoghi in dialetto veneto, in cui mi sono potuta ritrovare come negli incontri ravvicinati con i "cinghiali appostati come viet cong tra l'erba alta". 
In molti hanno definito questo libro un' operazione commerciale, costruita a tavolino. Sì, è vero che può apparire un libro "furbo", uno di quelli in cui non puoi non ritrovarti, ma a mio avviso è estremamente vero. Perché anche se parla principalmente delle cose belle, traspaiono anche i momenti critici che tutte le famiglie, in un modo o nell'altro, si ritrovano ad affrontare. 
Una volta iniziato a leggere è impossibile fermarsi. Sono numerosissime le scene in cui vi troverete a ridere a crepapelle e a sognare di avere tre bimbe così simpatiche, intelligenti e attente a tutto ciò che le circonda.
Iniziato per curiosità e divorato in un pomeriggio passato al sole in giardino (con annessa scottatura), un libro dolce che vi farà sorridere, ma anche riflettere. 
La famiglia Bussola-Barbato è una gran bella famiglia e spero, un giorno, lo sarà anche la mia. 
Ricca di risate e momenti divertenti, ma anche di complicità e attenzione verso il mondo.
Gibran in una nota poesia diceva che i genitori sono come l'arco dal quale, come frecce viventi, i figlie vengono lanciati in avanti. La cosa che Gibran non ha detto è che ogni figlio è una freccia a due punte. Quando la scocchi, la prima punta si allontana veloce da te, seguendo la propria traiettoria in un futuro che non ti appartiene. La seconda, invece, viene scagliata all'indietro e si conficca per sempre nel tuo petto di genitore. Per ricordarti che resterai arciere senza frecce, e che quel dolore che sentivi incombere come presagio fin dal suo primo giorno, ora è qui per non andarsene più e scandirà il resto della tua vita.  
 ☆+
Matteo Bussola
A presto,
Ari 

lunedì 5 settembre 2016

I say click: passeggiate in montagna, camosci e consigli libreschi


Buongiorno lettori! Oggi vi porto in montagna.
Ricordate quando ho detto che, quest'estate, non sono stata da nessuna parte se non in montagna un pomeriggio? Ecco, l'altro giorno io e Fidanzato siamo tornati a fare una passeggiata e, anche se siamo stati sorpresi da pioggia e grandine, abbiamo avuto un piccolo colpo di fortuna.
Ma partiamo dall'inizio, il dove: Monte Grappa e in particolare Cima Grappa, 
Ho la fortuna di vivere non troppo distante da qui e di poterci arrivare in poco tempo (mezz'oretta scarsa). Per quanto io non sia una grande amante della montagna, mi piace comunque moltissimo andarci: la serenità e la sensazione di benessere che trasmettono certi luoghi con i loro paesaggi sono impareggiabili. 
Essendo Fidanzato ancora in convalescenza per il ginocchio, abbiamo optato per un giro tranquillo a Cima Grappa. Qui si trova il Sacrario Ossario di Cima Grappa, dove sono tumulati soldati italiani, austriaci e ungheresi della Prima Guerra Mondiale. 








Tra questi si trova anche la tomba 107 del soldato ungherese Peter Pan. Si chiamava davvero Peter Pan. Risulta essere nato nel 1897 in un villaggio ungherese e assegnato al 30° Reggimento Fanteria Honved, nella 7a compagnia, trovò la morte nel 1918 a Col Caprile, quota 1331. 
La storia di questo giovane soldato si intreccia alla fiaba di James Barrie dell'eterno bambino che non voleva mai crescere: figlio di una povera ragazza madre, una volta arruolato e mandato tra le valli di Vicenza e Asiago, non visse la sua giovane vita come nella favola, ma  trovò la morte ad appena 21 anni. 
Quando venne raccolto dal campo di battaglia, gli trovarono nelle tasche una conchiglia, dei fiori secchi e una manciata di sassi. 
Da allora, sulla sua lapide, vengono lasciati sassolini e fiori. 

A parlarci meglio di questo personaggio è il libro Soldato Peter Pan di Ferdinando Celi
Mescolando fantasia e realtà grazie a una grande ricerca giornalistica sul campo, è nata questa storia che cerca di chiarire il mistero dei fiori, dei sassolini e delle piccole conchiglie che mani ignote posano davanti al loculo di questo soldato. 
Oltre ad essere di una grandezza impressionante, posto in un luogo da cui l'occhio può spingersi fino alla laguna di Venezia, nelle giornate più terse, Cima Grappa con il suo Sacrario è un luogo dove si susseguono le sensazioni più diverse. Dallo stupore per la magnificenza di quello che lo circonda alla malinconia per tutti quei soldati, noti e ignoti, che hanno perso la loro vita su quei monti. 
Il paesaggio e la vista sono mozzafiato, numerosi sono i percorsi e sentieri per gli appassionati di escursioni, ma anche per chi vuole ripercorrere le orme dei soldati di trincea.
Nella nostra seconda gita, ci siamo fermati prima perché volevamo fare uno dei sentieri del Museo Diffuso del Grappa. Dove abbiamo lasciato la macchina però abbiamo trovato una bella sorpresa: sul pendio della montagna c'era un gruppetto di camosci che pascolava tranquillamente. 
Da amante di natura, animali e fotografia, ho iniziato a saltellare felice per essermi portata dietro la macchina fotografica. Quando ha iniziato a piovere (e grandinare) noi ci siamo rifugiati in macchina, i camosci sotto ad un albero. 
Ma finito l'acquazzone, Fidanzato ha proposto di risalire lungo la trincea per arrivare in un punto migliore e più vicino per fotografarli. Nel mentre risalivamo la trincea, cosa non facile già normalmente, figurarsi con la pioggia e la mia imbranataggine, i camosci hanno pensato bene di andarsene ed è qui che arriva il vero momento meraviglioso: a metà trincea ho alzato lo sguardo verso l'alto e ho visto uno dei camosci saltare per poi fermarsi dall'altra parte a guardarmi. 
A molti sembrerà una cosa banale e di nessun interesse, per me è stato bellissimo. 
Per quei pochissimi secondi in cui ho incrociato il suo sguardo, dentro di me si è scatenato un turbinio di emozioni. Le sentivo realmente allo stomaco: meraviglia, ammirazione e anche un po' di timore. 


 Per me, questi piccoli avvenimenti sono le piccole grandi gioie della vita. 
Senza nulla togliere alle mucche che infilano il muso in macchina e agli asini distesi in galleria alla ricerca di refrigerio. 
Insomma, il Monte Grappa regala paesaggi mozzafiato e belle sorprese. 

































Per vedere tutte le foto QUI
A presto,
Ari