lunedì 25 luglio 2016

Merende librose: domenica tra biscotti alla nutella e muffin al cioccolato


Salve lettori! 
Iniziamo questa settimana con un post diverso dal solito a tema cibo, golosità e libri.
Cosa fare durante una domenica estiva da passare in casa? 
Immancabile l'appuntamento con La Lettura, dove un articolo di Francesco Piccolo ci mostra, con un' infodata di Federica Fragapane, le calorie di vari romanzi in base agli alimenti e piatti citati al loro interno. 
Federica Fragapane
Ebbene, il primato di più calorico va a Franz Kafka e il suo Le metamorfosi con 2.324 kcal. Burro, formaggio, pane, mandorle, uva passa, verdure semi marce e ossa. 
Tutt'altra cosa rispetto ad Emma di Jane Austen con sole fragole o Alice nel paese delle meraviglie di Carrol con l'intramontabile té. 
Ovviamente la lettura di un articolo del genere può portare solo ad una cosa: mettersi ai fornelli per preparare una merenda golosa e diversa dal solito. Ragion per cui, nel post di oggi, vi racconto come preparare dei morbidissimi e facilissimi biscotti alla nutella, mentre per i muffin al cioccolato ho optato per la scatola con il preparato già pronto, sono ignobile, lo so.



Biscotti alla nutella
per 12 biscotti (circa)
150 g di farina
180 g di nutella
1 uovo
1 cucchiaino di lievito per dolci
La preparazione è semplicissima e gli ingredienti sono pochissimi, basta amalgamarli nelle giuste proporzioni e il gioco è fatto.
Mischiate in una ciotola, con l'aiuto di un cucchiaio di legno, tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto ben amalgamato. Se faticate a mescolare aggiungete pochissimo latte.  
Fate 12 palline e mettetele ben distanziate su una teglia con carta da forno.
Infornate a 170 per circa 10 minuti (meglio se il forno è già caldo), fate affidamento anche sulla prova stuzzicadenti. 
Fate raffreddare prima di mangiare (ma sono buoni anche caldi).
Et voilà, con soli 3 ingredienti (un po' di lievito) avrete una merenda golosa pronta da divorare.



















La prossima volta toccherà ai muffin alla nutella, sempre con solo 3 ingredienti. Ma sono venuti bene anche quelli con la scatola del supermercato, eh. 
Vi consiglio il libro Fictitious Dishes: An Album of Literature’s Most Memorable Meals di Dinah Fried, dove grazie a una cinquantina di foto scoprirete i piatti di alcuni fra i romanzi più famosi.
Fatemi sapere se questo post vi è piaciuto, ma soprattutto se avete provato la ricetta!





A presto, 
Ari.

mercoledì 20 luglio 2016

Wesley il gufo. L'incredibile storia d'amore tra un gufo e la sua ragazza di Stacey O'Brien

Salve lettori! Per oggi l'appuntamento settimanale con la rubrica Www Wednesday salta, per il semplice fatto che non ho letto una cippa questa settimana. Sono ancora ferma alle prime venti pagine de La figlia del faraone di Mesu Adrews. Tra l'intervento di fidanzato, il mio mal di testa, la stanchezza serale e la sua convalescenza a casa, ho finito per non concludere un granché in questi giorni. Ma un po' alla volta recupero tutto, a partire dalle recensioni arretrate.
Il libro di cui vi parlo oggi è una vera e propria chicca per gli amanti degli animali. Imperdibile. 
Dolce e coinvolgente, ma anche divulgativo, vi farà scoprire curiosità e aneddoti non solo sui gufi, ma sul mondo animale in generale. 
Ringraziamo santo Libraccio per lo sconto del 65%, grande gioia e giubilio!



Wesley il gufo. L'incredibile storia d'amore tra un gufo e la sua ragazza di Stacey O'Brien
Una perfetta Love Story (con le iniziali maiuscole, proprio come il film). Lei, Stacey, graziosa, un po' solitaria, con lo spettro della malattia dietro l'angolo. Lui, Wesley, amabile, imprevedibile e giocherellone, ma di polso. Tra i due scocca inevitabile la scintilla. Tutto sembrerebbe normale, persino banale, non fosse che lui, lui Wesley, è un adorabile gufo dei granai (a essere precisi, un barbagianni). Stacey lo accoglie fin da piccolo, lo accudisce, e i due diventano inseparabili. Narrata con brio, con sentimento ma senza sentimentalismi, la favola vera di un rapporto speciale e unico, dove non importa più chi sia l'essere umano e chi l'animale.


E' come se gli animali portassero il cuore appuntato su una manica
Stacey O'Brien, biologa americana, racconta la sua meravigliosa esperienza di vita con un piccolo gufetto dei granai. 
Wesley, appena nato e ancora con gli occhi chiusi, ha già un'ala ferita. Rimetterlo in libertà ne decreterebbe morte certa, ma fortunatamente incontra Stacey al California Institute of Technology. E' così che inizia una vera e propria storia d'amore fra i due. Stacey decide di tenere con se il piccolo gufo, una grande opportunità di studio etologico per una biologa, ma soprattutto una grande avventura. Ci viene raccontato il lavoro di biologa dell'autrice, a contatto con gli animali più diversi, veniamo così a scoprire nozioni e aneddoti sul magico mondo animale e quanto siano sottovalutati in realtà. Perché ogni specie ha le sue peculiarità che la rendono unica. Le informazioni più scientifiche vengono illustrate in maniera chiara e comprensibile, come se stessimo assistendo ad un documentario, ciò rende la lettura piacevole e scorrevole. Si susseguono episodi comici e commoventi riguardo Wesley: il suo incomprensibile amore per l'acqua, la sua ricca (e un po' disgustosa) dieta a base di topi, le abitudini che si creano fra i due protagonisti fino a creare una routine consolidata. 
Ma la parte più coinvolgente è il racconto del rapporto che si crea fra Wesley e la sua compagna umana. Il piccolo gufo dei granai si lega a Stacey considerandola, dapprima, una madre e in seguito una compagna; i due finiranno per vivere in totale simbiosi. E Stacey scoprirà cosa significa lo "stile del gufo": rispetto, fedeltà ed estremo amore per le persone amate. Perché i barbagianni si affezionano e sono estremamente gelosi, scelgono una sola compagna per tutta la vita. 
Ogni verso, gridolino e  schiocco ha il suo significato e, anche per loro, gli occhi sono lo specchio dell'anima dove si riflettono le emozioni più complesse. 
Oltre a conoscere questi bellissimi animali e questa insolita esperienza, durata ben 19 anni, questo libro offre la possibilità di riflettere sul quel confine che frapponiamo tra noi, umani, e loro, animali. Su tutte quelle somiglianze che sottovalutiamo o ignoriamo, sul rapporto perso che non lega più l'essere umano con l'ambiente naturale e gli altri esseri viventi.
Il rapporto che si crea fra Stacey e Wesley è quello di un amore reciproco, fatto di fiducia e rispetto. Non c'è addomesticamento, ma un adattarsi ai reciproci bisogni. L'autrice finirà per stravolgere e cambiare completamente la propria vita per il suo compagno piumato. 
Senza dubbio è una scelta di vita difficile, molti potrebbero considerarla estrema e non è cosa per tutti. Credo faccia capire quanto una persona sia disposta a fare per il suo amore nei confronti degli animali, ma anche per il proprio lavoro (in questo caso come biologa). Il lettore viene a conoscenza anche del bizzarro mondo dei biologi, molto spesso composto da persone totalmente dedite alla propria professione, estranei al resto del mondo.
La parte più dura e strappalacrime è quella finale, quando ormai si arriva alla fine di questo lungo rapporto. E' l'autrice stessa ad ammettere di odiare questo momento, ma al contempo non può evitare di parlarne. Perdere un animale è sempre doloroso e difficile, ma vivere senza la loro presenza e senza quel rapporto unico che si crea, è impossibile. Perché ne vale sempre la pena. 
Wesley e Stacey ci insegnano cosa voglia dire veramente amare, essere fedeli e leali. Nei confronti degli animali, degli esseri umani e di noi stessi.
Questo è lo Stile del Gufo.

★★★+


Io fissai l'universo contenuto negli occhi di Wesley quasi ogni giorno per diciannove anni. (...) Quando guardavo nei suoi occhi rilassati e pacifici, avevo la sensazione di osservare qualcosa di imperscrutabile, irraggiungibile e profondo più di quanto sia possibile immaginare: un'anima antica che rifletteva qualcosa di più grande, di ineffabile, di eterno. Nonostante mi avessero insegnato a non dare importanza a spiriti e sensazioni non quantificabili o misurabili (...) la presenza di Wesley nella mia vita influenzava inevitabilmente i miei pensieri. (...) Ho deciso di tenere conto di quei sentimenti e della meraviglia e della gratitudine che giungono con essi"

A presto,
Ari.

lunedì 18 luglio 2016

Grande come l'universo di Jón Kalman Stefánsson


Oggi vi parlo di Grande come l'universo di Jón Kalman Stefánsson, pubblicato da Iperborea con una bellissima copertina disegnata da Emiliano Ponzi. Copertina a cui mi sono ispirata per l'illustrazione che trovate a fine post.
Il miglior libro del 2016 fra quelli letti fin'ora.
Parlare di questo romanzo non è semplice, perché è ricco di temi, domane e riflessioni sulla vita. 
Intere pagine da sottolineare, trascrivere e appuntare (come potete vedere dalla foto). 


Grande come l'universo di Jón Kalman Stefánsson  Iperborea
Pagine: 448
2016
19,00 euro
Ari, poeta di vocazione ed editore di successo, dopo aver mandato all’aria la sua famiglia ed esser fuggito lontano, è tornato in Islanda per fare visita al padre ammalato di cancro, che non vede da tre anni e da cui lo hanno sempre diviso profondi silenzi e un muro di incomunicabilità. Ma in questo groviglio di cose non dette ci sono i gesti e le emotività di più generazioni, di una famiglia intera: il dolore della zia per la perdita della bambina, a cui ha dedicato la sua unica poesia; lo schiaffo del nonno Oddur al figlio Þórður, morto giovanissimo in un mare a cui, a differenza del padre, sentiva di non appartenere; la passione segreta della nonna Margrét, che in un fiordo sperduto viveva un amore affidato soltanto ai suoi diari; l’esuberanza e la creatività della madre strappata prematuramente alla vita da una malattia. Una carrellata di personaggi indimenticabili che si muovono tra il Norðfjörður negli anni Quaranta e Keflavík e Reykjavík negli anni Sessanta e Ottanta: vicende diverse e luoghi d’Islanda diversi, come diversi sono gli scorci sul XX secolo. Eppure, a guardar bene, il quadro si ricompone nelle passioni e nei sentimenti condivisi: l’amore per due persone, la rinuncia alla propria vocazione letteraria, i gesti di violenza. Ari incarna la storia di una famiglia che si ritrova a combattere contro gli stessi demoni di generazione in generazione: sta a lui spezzare il circolo vizioso e riscattare se stesso e i propri famigliari, prima che sia troppo tardi.
Islanda: terra di ghiaccio e fuoco. Keflavìk, remota cittadina dove gli unici punti di riferimento sono il vento, il mare e l'eternità. E' qui che si svolge la narrazione di Grande come l'universo, capitolo conclusivo della saga familiare iniziata con I pesci non hanno gambe


Le persone possono trasformarsi un una lacrima o in pugno - a volte la differenza tra le due cose è molto sottile.

Troviamo ancora Ari, il protagonista che, dopo aver lasciato moglie e figli in Danimarca, si reca a trovare il padre in fin di vita. Ci viene raccontato da un io narrante di cui si rivela confusamente l'identità solo nelle ultime righe, lasciando al lettore la possibilità di decidere che ruolo dargli. Una sorta di specchio del protagonista, come fosse la sua coscienza ad osservarlo dal di fuori. 
Inconsapevolmente, Ari risale alle origini della sua infelicità e della sua famiglia. Il racconto della sua grande famiglia, organizzato in capitoli e sottocapitoli che rimandano al luogo e al periodo di tempo, si intreccia con una serie di rimandi e flashback tra gli anni Quaranta, Sessanta e Ottanta, tra i poli opposti del paese, ma anche oltre con uno sguardo rivolto all'universo. Così facendo Stefanson dipinge un memorabile affresco anche della società islandese, la cui ricerca di un'identità si mescola insieme a quella di Ari.
Accanto alle vicende di Ari, si dipana una carrellata di personaggi indimenticabili: Oddur, pescatore di fiordi e sorta di eroe arcaico, Margrét che grazie alle stelle trova uno spiraglio nella sua vita,  Zia Lilla con il suo immenso dolore, Pordur, giovanissimo poeta costretto a scegliere il mare, la zia Veiga, Asmundur, Pora, il padre Jakob  gli innumerevoli zii, nipoti e fratelli, i numerosi scrittori e poeti che rimbalzando collegano ogni generazione. 
L'autore guarda alla gente comune: Ari appartiene a una famiglia di pescatori ma suo padre è un edile, la madre, morta troppo presto, possedeva una vena artistica proprio come lui, come la nonna Margrét, la zia Veiga e la zia Lilla. Nessuno prima di lui è riuscito però a realizzarsi e a dare forma alle proprie attitudini. Sembra che l'intera famiglia debba combattere contro gli stessi demoni: la violenza, i silenzi, la rinuncia alle proprie vocazioni; finché qualcuno non spezzerà il circolo vizioso.
E' un romanzo complicato, ricco di personaggi, che spesso costringe ad appuntarsi nomi e disegnare alberi genealogici da cui si diramano i rami di questa grande famiglia. 
Senza mai perdere di vista il quadro generale, l'autore si concentra sui destini dei singoli, fa in modo che i piccoli dettagli quotidiani rivelino contesti più ampi, fin quasi ad arrivare a una coscienza universale. 
Le stelle le vedi soltanto al buio, così ti ricordi che il buio non può spegnere ogni luce.

Il viaggio di un uomo che si guarda indietro alla ricerca delle parole da tramandare, per trovare la propria identità, per ricordare chi siamo e vincere l'oblio del tempo, del silenzio, della morte; per cercare di influenzare il mondo con la parola.

La morte, cupa e oscura come la lava che ricopre tutto, i rimpianti del passato, la distanza tra ciò che saremmo potuti diventare e ciò che siamo, il desiderio, sono solo alcuni dei temi trattati nel romanzo. 
Lo stile narrativo sognante, un misto di prosa e poesia, va a delineare un grande romanzo corale che copre quasi un secolo di storia attraverso i due poli opposti del paese. 
Stefansson scrive per porre le domande fondamentali della vita: perché si vive? i morti dormono davvero? cosa ne sarà di giustizia e bellezza, se muoiono gli ideali? 
L'infinitamente piccolo della nostra anonima vita e l'infinitamente grande dell'universo si incontrano e scontrano. 
★★★★★


A presto,
Ari


Credits photo: 
Arianna Bordignon 
We Heart it 

mercoledì 13 luglio 2016

Www Wednesday #11

Rubrica creata dal blog Should be Reading.
What are you currently reading?
What did you recently finish reading?
What do you think you'll read next?

Buonsalve! 
Scusate per l'assenza delle ultime settimane, ma siamo in fase delirio accompagnato dal caldo.
Oggi Fidanzato si opera al ginocchio ed essendo una persona terrorizzata da ospedali, aghi, malattie, medicinali e dolori (nonostante una mamma infermiera) è totalmente in ansia. Di conseguenza a me viene l'ansia per la sua ansia, oltre che per l'intervento. E insomma, CHE ANSIA
Oggi ho dovuto pure depilargli la gamba per l'intervento, vi risparmio i dettagli comici. 
Cercherò di programmare comunque qualche post e di recuperare gli arretrati in settimana (sempre se non mi fa sclerare a fargli da infermiera).
Ma ora torniamo ai libri. 
Ho letto poco e lentamente, ma se continuo a non dormire di notte probabilmente recupererò in fretta. 

What are you currently reading? Cosa stai leggendo?

Inizio proprio oggi La figlia del faraone di Mesu Andrews, edito da Piemme. E' da parecchio tempo che non leggo romanzi storici e questo ambientato nell'antico Egitto sembra proprio bello. 

What do you recently finished reading? Cos'hai appena finito di leggere?
Finito l'altra notte e mi schiero con chi ha gradito-amato L'eleganza del riccio di Muriel Barbery, pubblicato da edizioni e/o
Per quanto alcune cose risultino inverosimili e la presenza costante di lunghi monologhi interiori filosofici (io e la filosofia non ci amiamo, science is my life), mi è piaciuto davvero moltissimo. Soprattutto mi sono ritrovata in più di una riflessione di Madame Michel, la portinaia. Ve ne parlerò meglio nella recensione. Promosso!

What do you think you'll read next? Cosa pensi di leggere in seguito? 

















La mia TBR di Luglio prevede il secondo volume della serie Calendar girl di Audrey Carlan (sì, non è il mio genere e il volume precedente non mi è piaciuto, ma me l'hanno inviato a sorpresa ç_ç mi sento in colpa a lasciarlo là)
Il giardiniere del re di Philippa Gregory e Isole di Bill Holm. Non so se riuscirò a leggerli tutti e tre questo mese, ma visto che la convalescenza di Fidanzato dovrebbe essere di un mese, non usciremo di casa praticamente mai. Devo pur far qualcosa finché lui mi occupa divano e tv!

E per oggi è tutto, spero di riuscire ad aggiornare nuovamente il blog prestissimo! 
Vado a prepararmi psicologicamente al mese da infermiera.
A presto,
Ari.