domenica 28 febbraio 2016

Life journal + spoonie chronicles: blocco del lettore, chiacchiere e aggiornamenti.


Buonsalve lettori! In questa domenica grigia, piovosa, ventosa e poco petalosa, sto recuperando il tempo perso preparando un po' di post e articoli. Ma avevo voglia anche di chiacchierare un po' e aggiornavi sugli eventi della mia fantasmagorica vita. Sai mai che a qualcuno interessi!
Quindi eccoci qui.
Per quanto riguarda le mie spoonie chronicles, giovedì ho fatto la visita dal neurologo. 
Sul fronte mal di testa non ci sono grandi novità, purtroppo. Ho qualche nuovo farmaco da provare e più avanti riprenderò la cura con la cannabis terapeutica, probabilmente. Mentre per quanto riguarda la mutazione genetica, abbiamo appurato che non centra con il mal di testa. Quasi ci speravo, almeno avrei avuto una causa certa. Non è una cosa preoccupante, soprattutto avendola scoperta presto. 
Dovrò prendere parecchie vitamine e seguire una dieta sana e bilanciata, con moltissima verdura e frutta. Negli ultimi giorni ho fatto il pieno di frutta  (ho ricominciato pure a mangiare il minestrone!) e ho intenzione di sperimentare qualche nuova ricetta! 
Se avete ricette da consigliare commentate, mi raccomando! 
Ho sgarrato solo un pochino con i dolci, ma era il compleanno di Madre, dai.  Siamo riusciti anche a farci un selfie *applausi* (dopo che il bastone/stick/coso è finito sulla torta, in testa al gatto, in faccia alla sottoscritta) 
L'unica"pecca"è che dovrò fare le analisi del sangue 2 o 3 volte l'anno per tenere sotto controllo tutti i valori. La cosa non mi fa impazzire di gioia, visto che ogni prelievo è un calvario perché ho delle vene pessime! 
Ma insomma, nel complesso, mi è andata più che bene. A breve farò anche nuove visite per il mal di testa, sperando di trovare la strada giusta. Stranamente sono abbastanza positiva al riguardo. Sarà che ultimamente mi sforzo e riesco a gestirlo un po' meglio, forse sto trovando una sorta di equilibrio. 
Passando alle chiacchiere varie ed eventuali, in queste ultime due settimane non ho praticamente letto e sono abbastanza disperata! Odio essere bloccata con le letture e avrei anche moltissima voglia di leggere, ma ogni volta che ci provo non supero le due pagine. Anche perché il libro in lettura, Cambiare è facile di Gretchen Rubin, mi piace molto e vorrei parlarvene presto, ma non riesco ad andare avanti. Mi distraggo, mi metto a fare tutt'altro, insomma un disastro. *malvagio blocco del lettore*

Oggi volevo anche leggere La lettura, ma non sono riuscita ad andare a prenderla. Dovrò aspettare fino a martedì *sob* L'ultimo numero era davvero interessante e ha contribuito non poco ad allungare la mia lunghissima wish list. Altro motivo per cui mi sono decisa ad iscrivermi a Bookmooch! Ho già dato via 6 libri che non volevo più e ne ho trovato uno che volevo tantissimo: Big magic di Elizabeth Gilbert. L'avete letto? Avete bookmooch? Se volete aggiungermi mi trovate come: ariadne94ari 
Devo ancora capire bene,bene tutto quanto, ma è un ottimo modo per liberarsi di libri indesiderati e magari trovarne altri.

Sul fronte disegno sono in una fase critica. Sto cercando di sperimentare e andare un po'avanti con il progetto del corso di illustrazione, ma con scarsi risultati.
Ho di nuovo moltissima voglia di disegnare, ma non riesco a mettere su carta le idee. 
Questa fase di blocco sta riguardando un po' tutto quanto. 
Vorrei anche riuscire ad organizzare grafica e rubrica del blog, ma anche qui ho poche idee e molti problemi con photoshop e codici html (di cui non capisco nienteeee).
Prima o poi riuscirò ad imparare qualcosa a riguardo. E' il mio obiettivo per quest'anno, ma non riesco a trovare nemmeno un piccolo corso *sigh* Continuerò a sperimentare un po' a caso. 
Ora vi lascio e torno a organizzare i post futuri. 
Dopo una bella tazza di tè e una puntata di Shannara
Fatemi sapere come state passando questa piovosa domenica e cosa leggete. 


A presto,
Ari.

mercoledì 17 febbraio 2016

17 febbraio: Festa del Gatto


Bentrovati, 
come vi avevo annunciato ecco il post riguardo la Festa del Gatto.
La sottoscritta, da vera gattara inside, non può assolutamente esimersi dal fare un post sui gatti. 
Specialmente un post fotografico, con i propri mici. 
Ho deciso di parlarvi di questa festa e un po' anche dei miei, tantissimi, gatti mostrandoveli. 
Sono venuta a conoscenza di questa giornata l'anno scorso. 
La sera girovangando sul web l'ho trovata per caso. Ha attirato la mia attenzione, non solo perché amo i gatti, ma perché quel giorno avevo avuto un incontro "particolare".
Ero a Venezia e tornando verso la stazione dopo le lezioni, mi ero imbattuta in un signore che chiedeva l'elemosina su un ponte, suonando la fisarmonica. La cosa che mi aveva colpita erano i gatti che lo circondavano, facendogli le fusa mentre lui suonava, le carezze che faceva loro. 
La coincidenza della ricorrenza con l'incontro, mi ha impresso nella mente questa "festa". E poi, sappiamo quanto siano presenti anche in letteratura, soprattutto come fonte di ispirazione: Baudelaire, Gianni Rodari, Alda Merini,Neruda; per citarne alcuni.














La festa del gatto è nata nel 1990, su iniziativa di una rivista di amanti dei gatti. Viene festeggiato il 17 febbraio in molti paesi europei, mentre al di fuori dell'Europa è stata scelta la data dell'8 agosto, il World Cat Day. In Russia è stata scelta la data del 1 marzo, mentre negli Stati Uniti, la National Cat Day si celebra il 29 ottobre.
Detto ciò, passiamo ai miei amici mici.
Ho sempre avuto gatti, fin da quando ero piccolina. Negli ultimi anni il numero è salito esponenzialmente. Tra randagi, trovatelli, gatti inselvatichiti, la situazione è un po' sfuggita di mano... ci ritroviamo a quota 30, circa. Lo so, sono tantissimi. 
Per fortuna abbiamo molto spazio, sia come giardino sia come spazi coperti. C'è sempre un gran via vai felino, ma alla fine quelli che "vivono" in casa sono una decina (comunque tantini, mi rendo conto). 
Ma non potrei mai vivere senza gatti (e cani). Per me sono parte della famiglia, sono una terapia, una compagnia e ogni tanto una disperazione! Come quando squartano rotoli di carta da cucina, distruggono vasi, corrono come disperati rovesciando tutto. 
Ognuno dei nostri gatti ha un nome, solitamente scelto in base a caratteristiche e comportamenti. Non sempre ci azzecchiamo però e i nomi sono di tutti i tipi: Bilbo, Sissi, Corto, Poldo, Muffin, Trixie (Pixie), Rosino, Nuvoletta, Merlino, Attila, Blu, Spillo e Panzerotta,Kiwi  e via dicendo.
In questi ultimi due anni, ho avuto anche due gattine tripodi. Nate entrambe senza una zampina. Avendo bisogno di qualche attenzione in più, sono diventate un po' le cocche di casa. Ma anche i vecchi di casa, Sissi e Poldo, si fanno valere. Sissi ha 19 anni e non si schioda dal divano se non per uscire per i bisogni e andare a dormire sul letto dei miei di notte. 
Blu, quando resta chiusa fuori inizia a grattare i vetri delle finestre e voi non avete idea del rumore atroce che possono fare quei dannati gommini rosa su di un vetro.
Corto è il principino di casa. Quando siamo a tavola lui è sempre pronto a saltare in braccio per chiedere cibo. 
Kiwi è diventata un po' il simbolo della mia autostima dato che le ho salvato la vita. La prima volta che ha fatto i gattini era ancora molto piccoli, sia di età che di dimensioni. I gattini erano molto grandi, lei piccola e inesperta. Risultato? Il primo era al contrario e incastrato. La sottoscritta, dopo aver preso coraggio (immenso coraggio), ha tirato fuori il gattino. Letteralmente. E' stata un'esperienza unica e terrificante allo stesso tempo. Ma la soddisfazione di averla aiutata, curata e accudita dopo è stata grandissima. Questo ha provato che avrei potuto fare veterinaria, come sognavo fin dall'asilo. Sarà per la prossima vita!





























Ogni gatto ha il suo carattere, le sue abitudine e fissazioni. Potrei scrivere pagine su pagine di tutte le cose che combinano o che ho visto. E io li amo. Anche quando mi portano i topini/uccellini morti come premio.
Se volete vedere altre foto (anche dei miei cani), vi lascio il link all'album facebook. Sto provando anche l'app Catastic, una sorta di instagram riservata ai gatti. Devo ancora capire come funziona, ma è una cosa simpatica.
Spero che questo post vi sia piaciuto, e se vi va raccontatemi dei vostri amici a quattro zampe nei commenti!.






























A presto,
Ari. 

E cadde la neve di William Kotzwinkle

Buongiorno lettori! In questa grigia e piovosa mattina vi lascio la recensione di un piccolissimo libricino, mentre più tardi arriva un post riguardo la Festa del Gatto, restate sintonizzati gattari!
Per quanto riguarda l'appuntamento con la rubrica WWW Wednesday, per oggi salterà perché.. bé, perché quest'ultima settimana non sono praticamente riuscita a leggere niente (a parte qualche pagina di Cambiare è facile e una veloce rilettura di Flash Katmandu, ieri in treno). Tra oggi e domani, spero di riuscire a sistemare anche la sezione rubriche e le relative etichette. Se nel frattempo volete spulciare i vecchi post, vi consiglio di utilizzare "l'archivio" nella barra laterale del blog.
Vi lascio alla recensione,
a più tardi.

"Questo istante muore ed è seguito da altri istanti che muoiono. Me ne vado,istante dopo istante."

Ho letto questo libro, per la prima volta, un paio di anni fa. 
Subito attratta da titolo e copertina, una volta estratto dalla busta gialla in cui era arrivato, ho iniziato la lettura.
Una volta finito l'ho preso e nascosto accuratamente in mezzo ad altri libri, in un angolo il più irraggiungibile possibile. 
Ma ecco che, riordinando il caos in cui vivo, è tornato fuori. Mi è praticamente saltato in mano e mi è venuto un nodo in gola.
Perché questo libricino, di appena una novantina di pagine, fa male, male dentro. 
Accorci drasticamente le distanze tra nascita e morte. 
Ho sentito il bisogno di rileggerlo e di scriverne perché.. bè perché è un tema che a modo suo mi tocca e che ho "vissuto" in qualche maniera ( in prima persona e non).
Forse il mio intricato subconscio pensa possa essermi d'aiuto. Anche se non si direbbe vedendo i miei occhi rossi e gonfi .
E cadde la neve di William Kotzwinkle
Zero91
2012
Questa la storia di Johnny e Diane Laski, di uno scultore e di sua moglie, del loro desiderio di mettere al mondo il loro amore.Sullo sfondo, un freddo inverno del Maine. 
Con il linguaggio di un poeta, l'autore, racconta il viaggio della coppia verso l'ospedale, il lungo travaglio e il dolore di un parto senza vita.
Infrange coraggiosamente l'immaginario delle gravidanze felici.

Ci troviamo in una fredda e nevosa notte del Maine, quando inizia il travaglio di Diane. Ma non è lei a raccontarcelo, seguiamo il flusso di pensieri di Johnny.
Da lui percepiamo lo spaesamento, la sensazione di agitazione, freddo, paura, il dolore, quello gelido che ti inghiotte. 
E' lui a mostrarci come la nascita di una nuova vita e tutte le emozioni che si susseguono in un turbine vorticoso, possano essere paragonate alla marea e all'oceano.

L'ondata arrivò di nuovo e  li trascinò in un mare di dolore, in cui lui si chiese perché mai la vita era comparsa sulla terra [...] La marea che li aveva trasportati in acque agitate ancora una volta si affievolì e li lasciò galleggiare dolcemente fino a riva, facendoli riposare per qualche minuto, solo per tornare, poco dopo a trascinarli dentro.

Dalle acque agitate delle contrazioni in mare aperto, alla momentanea quiete sulla riva, per poi ricominciare ad infrangere le sue onde di dolore fino alla nascita di gelida e senza vita. 


Questa notte abbiamo percorso più di 100km, abbiamo attraversato l'oceano 

E si è catapultati di nuovo in mare aperto, dove non si tocca, dove fa male, nel freddo glaciale come la neve che circonda l'ospedale.

Il titolo originale, "The swimmer in the secret sea", ovvero "Il nuotatore nel mare segreto", appare decisamente più adatto rispetto alla scelta italiana di "E cadde la neve"
La prosa sembra quasi fredda e dura come quella neve, tutte le emozioni sono descritte con una poetica profonda, quasi glaciale. Forse perché è un uomo a narrare ciò che accade e non una donna. Perché, per quanto il dolore per la nascita di un figlio nato senza vita possa essere comune, c'è un'enorme differenza tra quello che prova una madre, che ha portato dentro di se quella vita, e un padre che ne è stato solo un testimone esterno. 
Non vi è un finale, forse perché queste cose non hanno mai una fine. 


"Siamo di nuovo noi due, da soli" le loro mani si toccarono sul coperchio della bara. 



Credits photo: 
Non trovato
Arianna Bordignon
Arianna Bordignon
ZENA HOLLOWAY
Arianna Bordignon

mercoledì 10 febbraio 2016

WWW Wednesday #3

Rubrica creata dal blog Should be Reading.
What are you currently reading?
What did you recently finish reading?
What do you think you'll read next?

Buonsalve!
Dopo il post chiacchiera di ieri, eccoci con un nuovo appuntamento di WWW Wednesday.
What are you currently reading? Cosa stai leggendo? 
Questa settimana non ci sono stati grandi progressi nelle mie letture, ho letto davvero pochissimo. 
Un po' per la stanchezza e il mal di testa, un po' perché ero  svogliata, ma ho letto solo qualche capitolo di Cambiare è facile di Gretchen Rubin (Sonzogno). E' estremamente interessante e mi sto ritrovando in parecchie cose. Nei prossimi giorni spero di recuperare i ritmi di lettura.
What do you think you'll read next? Cosa pensi di leggere in seguito? 
Per le prossime letture invece, il programma è cambiato! E' arrivato il pacco del Libraccio e credo leggerò uno dei libri ordinati. Molto probabilmente Io e Mabel di Helen McDonald, edito da Einaudi, che ho scoperto sul profilo instagram di Ilenia di Con amore e squallore.
Sono sempre stata affascinata dalla falconeria e adoro la collana Frontiere di Einaudi, in più ho avuto l'immensa fortuna di trovarlo a metà prezzo sul Libraccio *applausi*

What do you recently finished reading? Cos'hai appena finito di leggere? 
Per quanto riguarda l'ultimo libro letto, rimane ancora La spada di Shannara di Terry Brooks









Scusate per le solite foto, 
ma non ho fatto in tempo 
a farne di nuove 
e il cellulare è scarico, 
come anche la reflex 
e la compatta..... **

Per oggi è tutto.
A presto,
Ari 

martedì 9 febbraio 2016

Chiacchiere in un giorno di pioggia: restyling della libreria.

Ciao a tutti!
Eccomi qui con un altro post di chiacchiere! Il martedì potrebbe benissimo diventare il giorno dedicato ai miei monologhi senza senso. 
In questo piovoso pomeriggio, vi racconto un po' la mia avventura nel riordinare le librerie della mia camera. 
Non era in programma e non avevo idee precise riguardo la nuova organizzazione, semplicemente ieri pomeriggio è arrivata l'ispirazione. 
Non che ci sia stato un grande cambiamento, ma ora la stanza è più ordinata e la maniaca ossessiva compulsiva che è in me (nonostante sia abbastanza disordinata) è più rilassata e in armonia.
Il tutto è cominciato con lo svuotamento delle librerie... 
Ovvero: il DELIRIO.




















Fortunatamente sono solo due e piccoline (poi in giro per casa ce ne saranno altre 10, che resteranno come sono, ché io non ce la posso fare a ripetere l'esperienza). Mi sono resa conto della mole di libri che ho realmente, e non sono nemmeno tutti. Insomma, potrei vivere senza più acquistare libri. Ovviamente è una mera illusione, a cui l'accumulatrice seriale che è in me si ribella.
E' da un po' di tempo che vedo, soprattutto su instagram, librerie bellissime e super ordinate. Alcune divise per casa editrice, altre per genere o autore, in base ai colori. Ognuno ha una propria organizzazione, e anch'io volevo trovare la mia.
Ho scartata quasi subito l'idea dell'ordine cromatico e alfabetico, altrimenti sarei impazzita totalmente, per quanto mi piaccia l'idea non ho la lucidità mentale per farlo! Scartato anche l'ordine per casa editrice, ho semplicemente cercato di raggruppare i libri di uno stesso autore tutti insieme e per il resto sono andata in base alla grandezza.
E qui vorrei aprire una piccola parentesi: ma perché non fanno i libri tutti della stessa misuraaa?! Capisco le graphic novel, i fumetti e gli illustrati che variano in base all'impaginazione dei lavori, ma i romanzi?  Ok, io sono un po' maniaca, ma vuoi mettere che bello vedere i libri tutti della stessa grandezza, che stanno in perfetto ordine? E si può pure riuscire a fare un buon lavoro di incastro. 
Qualcuno mi sveli l'arcano, vi prego. 
Un'altra cosa di cui mi sono resa conto è che ho una predilezione per le edizioni in brossura. Credo sia più che altro relativo alla comodità, visto che leggo soprattutto di sera/notte a letto. Preferisco i rilegati quando devo fare dei regali o quando si tratta di edizioni particolari, altrimenti brossura ed edizioni piccoline tutta la vita. Ma se qualcuno vuole regalarmi un libro va benissimo anche rilegato, eh! Accetto tutto! L'importante per me è leggere, non importa il supporto *saluta il kindle abbandonato sul comodino da giorni*
Dopo aver imprecato di fronte alla mole di libri, imprecato contro mio fratello che quella volta si era scelto dei mobili bianchi e neri (per carità, fantastico il bianco che rende tutto luminoso.. ma pulire dalla polvere e macchiette varie è un lavoraccio), scelto a grandi linee la disposizione ecc., ecco il risultato!



Sono riuscita ad ottimizzare gli spazi e ricavarne un paio di liberi. Nella libreria più stretta (qua sopra) ho riservato un piano ai libri illustrati, di fotografia, graphic novel ecc. 
Per il resto, su ogni ripiano ci sono due file di libri, tutti in ordine di grandezza, e raggruppati per autore nei casi tipo Oliver Sacks e Banana Yoshimoto di cui ho più volumi. 
Il prossimo passo sarà quello di riorganizzare i disegni sulla parete. Cosa che rimando a quando ci sarà un tempo decente e non il diluvio universale. 
Su snapchat, dove mi trovate con il nick arianna_ariadne, potete vedere un mini video-tour della camera.
Fatemi sapere come vi sembra e magari anche come sono organizzate le vostre librerie.
E soprattutto, se vi piacciono questi post di chiacchiere fiume, mi piace l'idea di farla diventare una sorta di rubrica dove parlare del più e del meno. 
Direi che è tutto, io scappo a mangiare la mia super insalata, di cui vi lascio una foto, e poi mi fiondo a letto a fare zapping in tv, ché sono leggermente distrutta dopo la lezione di oggi riguardo il ritmo.
Ah si, oggi si sono aggiunti in wish list nuovi libri, sempre grazie al corso. Quindi il mio intento di non acquistare nulla per un paio di mesi sta svanendo! Vi lascio la lista qua sotto, ditemi se ne avete letto qualcuno e come vi sembrano. Un paio li avevo già puntati da tempo, ora ho la scusa per recuperarli!
Il mondo incantato di Bettelheim
Morfologia della fiaba di Propp
Sulla fiaba di Calvino
Albero e foglia di Tolkien 
Il viaggio dell'eroe di Vogler
*Mostri selvaggi di Maurice Sendak 
*L'onda di Suzy Lee





A domani, con un nuovo appuntamento di WWW Wednesday,
Ari

venerdì 5 febbraio 2016

Mani calde di Giovanna Zucca

Buongiorno lettori!
Per oggi vi lascio la recensione di un libro a cui mi sono affezionata tantissimo.
Fatemi sapere cosa ne pensate. 

Mani calde di Giovanna Zucca
Fazi editore
2011
16,50
Davide ha nove anni e non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l'abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, nel sonno in cui è costretto, Davide sente e "vede" le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come quel "dottore antipatico" che tenterà l'impossibile per salvarlo. Un legame speciale fatto di empatia e sensazioni destinate a durare si formerà fra il medico e il ragazzino: eppure il primo è un uomo schivo, scorbutico, bravissimo nel proprio lavoro ma incapace di gestire ogni genere di rapporti umani; l'altro è pieno di vita ma immobile su un letto. Una storia semplice, dall'emozionante lieto fine, è al centro di questo romanzo a più voci che dà spazio ai sentimenti e ai tanti diversi personaggi che si ritroveranno uniti di fronte alla sofferenza. Il dramma dei pazienti e del loro amore per la vita in un libro forte, tenero, poetico.
Mi chiamo Davide, ho nove anni e per un po’ di giorni sono morto. Tutti dicono che è stato Padre Pio a guarirmi, ma io lo so che è stato il dottore antipatico.[…]

Le mani calde sono quelle che ti dicono che andrà tutto bene, che ti rassicurano e scaldano. Le mani calde dei genitori, degli infermieri e anche di un medico che finge di essere cattivo, perchè le mani calde possono essere solo di una persona buona. 
Sono quelle che trova Davide, un bambino di 9 anni, al suo arrivo in ospedale dopo un terribile incidente. Davide ora è in coma, è caduto nel buco nero, in bilico tra vita e morte, ma arriva il medico antipatico, "il cafone", che lo tira per i capelli riportandolo qua. Nonostante sia in coma, sente tutto ed è attento ad ogni cosa che lo circonda. Impara a conoscere medici e infermieri grazie al suono delle loro voci ma soprattutto tramite il contatto con le mani: calde per i buoni, fredde per i cattivi. E il medico antipatico, che tutti chiamano"il cafone", le ha calde quindi dev'essere buono per forza!Anche se è scorbutico, antipatico, intollerante e scostante, il Dr. Bozzi, grande neurochirurgo dalle mani d'oro, ha le mani calde.
"Il dottore cattivo avvicina la sua testa verso di me, mi tocca la fronte e… ha le mani calde. Uh! Che fortuna, se ha le mani calde non può essere tanto cattivo!"

Fra il neurochirurgo e il piccolo paziente si crea un rapporto profondo, fatto di pensieri. Davide riesce ad aprirsi un varco e a scalfire la corazza d'acciaio che si è costruito il medico. E quest'ultimo si sente responsabile per la vita di questo piccolo moccioso speciale. Il legame si fortifica sempre di più, fino a segnare una svolta nella vita del Dr. Bozzi.
Sappiamo fin da subito che ci sarà il lieto fine: la storia si apre con gli ultimi giorni di degenza di Davide, ma siamo spinti a continuare la lettura per scoprire cos'è accaduto e per scoprire come il piccolo Davide ha sconfitto il grande Golia,la morte. 
La vicenda è narrata attraverso il punto di vista di quasi tutte le persone coinvolte, c'è un cambio repentino di pagina in pagina ma tutti i personaggi sono ben distinti. Come le tessere di un puzzle, compongono un quadro che è quel microcosmo del reparto di neurochirurgia.
Il piccolo narratore di nove anni è profondo e schietto come solo i bambini sanno essere. Ti entra nel cuore.
L'epilogo personalizzato per ogni personaggio con un breve resoconto del dopo è bellissimo e lascia il sorriso. 
Si sente che l'autrice è un'infermiera strumentista, riesce infatti a ricreare quello che realmente è il reparto di un ospedale e lo fa in modo originale.
Mi ha coinvolto tantissimo, forse perché anch'io ho trovato le mani calde di un neurochirurgo e di quel piccolo mondo a sé che è il reparto di neurochirurgia. 
All'epoca in cui lessi il libro, dovevo scegliere come proseguire la mia carriera universitaria. Mi diede un'ulteriore piccola spinta alla mia (quasi) decisione di iscrivermi a Scienze Infermieristiche. Poi le cose andarono diversamente, ma quando lessi il libro mi sembrava davvero potesse essere uno degli ultimi tasselli, per farmi superare la paura di non essere all'altezza e fare finalmente la scelta finale.
Mani calde è commovente, tenero e bello, tocca nel profondo ma allo stesso tempo riesce ad essere leggero, semplice e diretto.
Dopo averlo letto farete sicuramente attenzione alle mani che stringerete.
★ ★ ★ ★ ☆ +
Bello!


Giovanna Zucca piemontese di nascita ma veneta d’adozione, presta servizio come infermiera strumentista e aiuto-anestesia in sala operatoria. Fra un turno e l’altro, si è laureata in Filosofia, una disciplina che coltiva con grande interesse e passione.





A presto, 
Ari.

giovedì 4 febbraio 2016

26.06.2014: ovvero l'amore per gli animali

Oggi, ho deciso di ripubblicare questo post, scritto sul vecchio blog nel 2014. 
Una delle mie gattine se n'è andata. Sapevo già che sarebbe successo presto, stava male da tempo e non c'era nulla da fare. Ma quando arriva il momento non è mai facile, nonostante abbia tantissimi gatti e se ne siano succeduti altrettanti negli anni, nonostante fosse una gatta praticamente "selvatica" che non si è mai fatta toccare, se non quando ha iniziato a star male. 
Fa sempre male e lascia una grande malinconia. 
Ieri miagolava per uscire, questa mattina era stesa sotto l'albero in giardino. 
Per questo ho deciso di ripubblicare ciò che avevo scritto due anni fa, quando avevo detto ciao ad un altro piccolo peloso che adoravo. 
Perché i sentimenti e i pensieri sono sempre gli stessi.
________________
26.06.2014
Ritrovarsi con un gattino piccolo, bruttissimo e malatissimo.
Un gatto che ce l'ha con tutto e tutti, che non si fa nemmeno avvicinare dagli altri gatti,mangia da solo, soffia e scappa appena qualcuno si avvicina.. Ma continui a insistere nel prenderti cura di lui, nel coccolarlo anche se probabilmente è inutile. Non cambierà per te, è malato e non avrà una vita lunga.. ma insisti, tutti i giorni, di continuo.
Fino a quando una mattina te lo ritrovi che ti saltella incontro per avere il mangiare e le carezze, ti si arrampica addosso con le sue zampine magrissime e storte per fare le fusa e accoccolarsi in braccio, con il suo minuscolo moncherino al posto della coda e quei due occhietti lucidi che ti guardano. Mentre ti guarda sembra quasi che ti ringrazi per aver insistito così tanto per coccolarlo e tenerlo in braccio. Si fida solo di te, ti vuole bene e sei l'unica che può avvicinarsi a lui.. e ti ci affezioni tantissimo.
Poi arriva un giorno in cui, senza dare segnali o altro, dopo una mattinata in giardino al sole a fare le fusa, se ne va per sempre..
E anche se sapevi che sarebbe successo prima o poi, stai male e piangi mentre lo accarezzi l'ultima volta. Perché è questo l'amore per gli animali.

Ciao Striccio.  



Il nostro amore per gli animali si misura dai sacrifici che siamo pronti ad affrontare per loro.
Konrad Lorenz


Il ponte dell'arcobaleno

Questa del Ponte Dell'Arcobaleno e' un antica leggenda che si tramanda dalle tribù degli Indiani d'America ed è dedicata a tutte le persone che soffrono per la morte di un loro caro amico e a tutti gli animali che sulla terra hanno amato gli uomini.
E' una favola bellissima e piena di tenerezza che ci fa sperare non solo che ci sia una vita al di là di quella che stiamo vivendo ora , ma soprattutto che ci sia una vita più serena e felice da condividere ancora con i nostri amici. La speranza quindi di riabbracciarli un giorno per percorrere con loro il cammino verso l'eterna felicità.

Davanti all'entrata del Paradiso c'è un luogo chiamato Ponte Dell'Arcobaleno 
per i bellissimi colori da cui è formato .
Quando muore una bestiola che e' stata particolarmente cara e speciale a qualcuno, questa va sul Ponte Dell'Arcobaleno.
Questo è un posto meraviglioso, ci sono prati, grandi alberi e colline verdi dove l'erba è sempre fresca e profumata per tutti i nostri amici tanto speciali che là corrono e giocano tutti insieme. 
C'é tanto cibo (il loro preferito), ruscelli con acqua fresca con la quale dissetarsi e il sole che splende; tutto a volontà e i nostri amici sono al caldo e stanno bene. Tutti i piccoli che erano molto ammalati e vecchi sono tornati ad essere in salute, giovani e al pieno delle loro forze. Quelli che erano feriti o mutilati sono tornati ad essere nuovamente integri e forti, così come li ricordiamo nei nostri sogni di giorni e tempi passati. Gli animali sono felici e contenti , tranne che per una piccola cosa: ad ognuno di loro manca qualcuno di molto speciale, molto amato, che si sono lasciati alle spalle, indietro, lontano, verso l'orizzonte.
Corrono e giocano insieme , ma verrà il giorno in cui uno di loro si fermerà improvvisamente e guarderà lontano. Tutti i suoi sensi saranno all'erta , i suoi occhi splendenti, luminosi e lucidi saranno attenti, il suo corpo palpiterà e tremerà dall'emozione, per l'eccitazione e l'impazienza.
Improvvisamente si staccherà dal gruppo, inizierà a correre sull'erba verde, le sue zampe sembreranno volare sempre più veloci sul prato.
Ti ha visto e riconosciuto. E quando finalmente vi raggiungerete, incontrerete e sarete insieme vi stringerete in un abbraccio gioioso, unico, per non separarvi mai più.
Baci felici pioveranno sul tuo viso, le tue mani accarezzeranno nuovamente la testolina amata e potrai finalmente fissare ancora i suoi fiduciosi occhi, che sono stati lontani per tanto tempo dalla tua vita ma mai lontani e assenti dal tuo cuore.
Allora attraverserete insieme il Ponte Dell'Arcobaleno ....

mercoledì 3 febbraio 2016

WWW Wednesday #2


Rubrica creata dal blog Should be Reading.
What are you currently reading?
What did you recently finish reading?
What do you think you'll read next?


Come promesso, rieccomi con un nuovo appuntamento di WWW Wednesday! Speravo di riuscire a leggere di più questa settimana, invece sono riuscita solamente a finire La Spada di Shannara di Terry Brooks: LEGGETELO! Un fantasy con i fiocchi! 
Per quanto riguarda la lettura attuale, oggi inizio Cambiare è facile di Gretche Rubin. Già dalle primissime pagine sembra una lettura interessante. Credo proprio che mi piacerà.
Per quanto riguarda le letture future, molto probabilmente, leggerò Il mare nasconde le stelle di Francesca Barra o La verità su di noi di Kristan Higgins (se riesco entrambi), entrambi mi sono stati gentilmente inviati dalle rispettive case editrici, che ringrazio nuovamente. 
Ho sentito ottimi pareri su tutti e due.

Si ringrazia il meteo per la luce obrobiosa presente in camera. C'è una nebbia che non avete idea! (anzi, sulla pagina facebook potete farvi un'idea con il video che ho fatto) 

What are you currently reading? Cosa stai leggendo? 


What do you recently finished reading? Cos'hai appena finito di leggere? 


What do you think you'll read next? Cosa pensi di leggere in seguito? 



















A presto,
Ari 



Esperienze di vita universitaria (e non): primo giorno di corso e chiacchiere


Ciao a tutti readers,
volevo scrivere e pubblicare questo post ieri, ma ero totalmente distrutta e non mi sono ripresa fino alle 21.00, 22.00. Quindi oggi avrete questo e il WWW Wednesday (e io cercherò di velocizzarmi a scrivere le recensioni a metà e in arretrato, ché mi fissano in modo minaccioso). 
Questa rubrica, nata sul vecchio blog, voleva essere una specie di diario di varie esperienze e avvenimenti della mia carriera universitaria (come il post La famiglia siriana, che ho ripubblicato e un altro che arriverà a breve). Come sapete, alla fine mi sono dovuta ritirare dall'università, purtroppo. E mi manca da morire. Spero ardentemente che le cose migliorino per poter ricominciare, prima o poi. 
Ho deciso di mantenere lo stesso la rubrica, perché mi piaceva. Ma soprattutto perché ho iniziato un breve corso di illustrazione, finalmente! 
E oggi ve ne parlo un po', insieme ad altri sproloqui vari.
Ebbene, oggi è stato il primo giorno di corso. Si tratta di un corso di illustrazione, presso l'Artelier di Padova ed è tenuto da Anna Forlati
Da persona ansiosissima quale sono, ieri ero leggermente in crisi. Ho sempre un'infinita ansia quando devo iniziare qualcosa di nuovo, sono un'abitudinaria e amante del controllo. In più la mia autostima è inesistente e ho sempre paura di non essere all'altezza. 
Dopo 5 ore di sonno, alle 5.47 è suonata la sveglia (in realtà era quella per il mio fidanzato, ma restare a letto per altri 15 minuti in ansia non era il caso). Oltre al mio solito rincoglionimento era presente anche il mio amato mal di testa, ma più forte del solito. Ovviamente. Ansia: mal di testa più forte.
Mugugnando mi sono trascinata a fare colazione in cucina con un caffè ultrazuccherato (e io odio il caffè. Non c'è niente da fare, non riesco a berlo se non c'è almeno un litro di latte e 3 cucchiaini di zucchero). Padre mi ha accompagnata in stazione -devo decidermi a imparare a guidareeee- dove ho preso il treno.
Ecco, Trenitalia non mi era mancata moltissimo.. anzi! 
Fortunatamente il treno non era in ritardo e non ho dovuto fare nemmeno cambi. *Alleluia* 
Arrivata a Padova, dopo un'oretta di viaggio, la mia ansia ha fatto nuovamente capolino. Ho sempre paura di essere in ritardo, per cui ho praticamente fatto un 1,3 km di corsa *Il mio fisico senza allenamento ringrazia* e  ovviamente sono arrivata in anticipo di mezz'ora. Ah si, in stazione a Padova c'è la Mondadori, vicino all'atelier la Feltrinelli e lungo la strada che faccio Ibs + punto Libraccio, per non parlare di tutte le altre piccole librerie indipendenti e non!
Ed è iniziato il corso! Siamo in pochi, ma non mi dispiace la cosa. Sarà che alle elementari in classe eravamo solo in 9, ma ho sempre preferito luoghi ed eventi non troppo affollati. Soprattutto se si tratta di corsi e cose simili. C'è più possibilità di confrontarsi ed essere seguiti individualmente. 
Mi è piaciuto un sacco tutto quanto! Anna è adorabile e bravissima, ammiro moltissimo il suo lavoro. Abbiamo fatto qualche esercizio per sbloccare la creatività e avere un diverso approccio. Ho realizzato una specie di pesce astratto e super colorato (che mi sono dimenticata in atelier...) e la composizione che vedete qui sotto. Si trattava di creare una composizione mettendo in relazione le immagini con le parole fornite.
Insomma, è stata una prima lezione molto bella, interessante e stimolante! 
E notiziona, il 5 aprile, molto probabilmente, la lezione si terrà alla meravigliosa Bologna Children's Book Fair *-* Per chi aspira a diventare illustratore, specie per l'infanzia, è un evento imprescindibile. E' da tempo che voglio andarci, ma non ne ho mai modo (e nemmeno il portfolio e portafoglio). 
Tornando al resoconto di oggi..
A fine lezione, ho fatto un'altra corsa di 1,3 km fino alla stazione. Ma questa volta avevo un buon motivo: ero in ritardissimo! Ho preso il treno a 2 minuti dalla partenza. Praticamente ho scoperto di poter volare. 
Arrivata a casa, nella cassetta della posta, ho trovato una bella sorpresina da parte della Harper Collins Italia: il libro di Kristan Higgins, La verità su di noi. Non è esattamente il mio genere, ma la Higgins mi piace. Spero di riuscire a leggerlo e recensirlo al più presto!
Per il resto, sono abbastanza ko. Ho avuto un mal di testa atroce fino a questa sera, ma oggi pomeriggio in qualche modo sono riuscita a sonnecchiare e riprendermi, dopo aver rassettato casa da cima a fondo (perché voi non lo sapete, ma la sottoscritta sta diventando una Mary Poppins-casalinga provetta! e ne sono abbastanza fiera! almeno riesco a dare una mano in caso e a sentirmi meno inutile). 
Sto anche progettando il giveaway, pensavo di organizzarlo per San Valentino, se riesco. 
Per oggi, il mio sproloquio è terminato, se siete arrivati fino a qui meritate una valanga di caramelle e amore! 





{Vado a fiondarmi a letto con La spada di Shannara, che ho quasi finito! mentre voi leggerete questo post domani, cioè ora..insomma, avete capito}









A piu' tardi con il prossimo post,
Ari.