venerdì 22 gennaio 2016

Vita di Pi di Yann Martel

Ciao!
Oggi vi parlo di un libro che ho letto parecchio tempo fa, in ebook, ma che ho deciso di recuperare in cartaceo per mia mamma (e per rileggerlo, ovviamente). Gode  ormai di  fama mondiale ed è diventato anche un film: Vita di Pi di Yann Martel.
Fatemi sapere se l'avete letto e cosa ne pensate! 

Titolo: Vita di Pi
Autore: Yann Martel
Editore: Piemme 
Trama: Piscine Molitor Patel è indiano, ha sedici anni, è affascinato da tutte le religioni, e porta il nome di una piscina. Nome non facile che dà adito a stupidi scherzi e giochi di parole. Fino al giorno in cui decide di essere per tutti solo e soltanto Pi. Durante il viaggio che lo deve condurre in Canada con la sua famiglia e gli animali dello zoo che il padre dirige, la nave mercantile fa naufragio. Pi si ritrova su una scialuppa, alla deriva nell'Oceano Pacifico, in compagnia soltanto di quattro animali. Tempo pochi giorni e della zebra ferita, dell'orango del Borneo e della iena isterica non resta che qualche osso cotto dal sole. A farne piazza pulita è stato Richard Parker, la tigre del Bengala con cui Pi è ora costretto a dividere quei pochi metri. Contro ogni logica, il ragazzo decide di ammaestrarla. La loro sfida è la sopravvivenza, nonostante la sete, la fame, gli squali, la furia del mare e il sale che corrode la pelle. Il loro è un viaggio straordinario, ispirato e terribile, ironico e violento, che ci porta molto più lontano di quanto avessimo mai potuto immaginare. A scoprire che la stessa storia può essere mille altre storie. E che riaccende la nostra fede nella magia e nel potere delle parole.


Dopo un terribile naufragio,Pi, un sedicenne indiano figlio del direttore dello zoo di Pondicherry, si ritrova su una scialuppa alla deriva nell’Oceano Pacifico, in compagnia di quattro animali: una zebra ferita, una iena, un orango  e una tigre. Tempo pochi giorni e il numero dei passeggeri si riduce a due. Richard Parker, la tigre del Bengala, che si chiama proprio come il marinaio mangiato dai suoi compagni di naufragio in Storia di Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe e Pi, ora costretto a questa paurosa convivenza. Ma ben presto Pi si affeziona ad essa e, contro ogni logica, decide di ammaestrarla, iniziando anche ad interrogarsi sulla violenza della natura. Sarà un lungo naufragio ma allo stesso tempo un viaggio incredibile.
Ammetto di aver visto spesso il libro in libreria e di non averlo mai preso in considerazione, ma appena ho visto il trailer del film ed ho scoperto che era tratto dal libro, ho deciso subito di leggerlo! 
Già leggendo la trama sapevo che mi sarebbe piaciuto, difatti il tema degli animali è il top del top per la sottoscritta (riesco ad innamorarmi anche di un topo!)
Non avendo avuto ancora l'occasione di vedere il film vi parlerò solamente del libro. Prima o poi recupererò anche il film.
Vita di Pi si presenta, in apparenza, come un romanzo semplice e lineare ma in realtà è assai ricco di temi e significati. 
È difficile credere all'amore, chiedetelo a qualsiasi innamorato. È difficile credere alla vita, chiedetelo a qualsiasi scienziato. È difficile credere a Dio, chiedetelo a qualsiasi fedele. Che cosa c'è di tanto strano in una storia incredibile?
 Confluiscono, inoltre, nel romanzo molte tradizioni letterarie diverse. Si può certamente farlo rientrare tra i romanzi di formazione, con la storia di un giovane che alla fine avrà acquisito insegnamenti molto importanti per la sua vita, ma ci sono anche numerosi riferimenti al romanzo d'avventura e a questo va aggiunto ancora il misticismo e la religione, o meglio le religioni. 
Fin dalle prime pagine infatti, ci ritroviamo di fronte alla continua ricerca religiosa e filosofica di Pi. Quest'ultima scelta dell'autore, di raccontare la ricerca della  fede attraverso gli occhi di un ragazzino, la sperimentazione di più religioni senza lasciarsi influenzare dalla società e dalla famiglia, è una cosa che ho molto apprezzato.

"Giovedì vai al tempi, venerdì alla moschea, sabato alla sinagoga, domenica in chiesa... altre tre conversioni e sarai in vacanza per tutta la vita." E avanti così. 
Martel non parla di religione ma di fede, quella pura in un principio superiore non infangata dalla piccolezza dell’uomo, al punto che Pi accetta ogni religione, ogni culto, ogni pratica religiosa, ogni preghiera purché siano manifestazioni degne del divino. 
Il libro è suddiviso in tre parti. La parte centrale, la più significativa, e altre due, più brevi e ricche di dettagli, sul prima e sul dopo l’incredibile avventura.
Nella prima parte ci vengono presentati Pi, giovane ragazzino sensibile  e dalla curiosità insaziabile, la sua famiglia e lo zoo di suo padre con tutti i suo animali. Qui scopriamo una realtà quasi incantata, quella del mondo animale e del suo rapporto con l'uomo. La parte termina con la decisione del padre di Pi, di lasciare l’India per trasferirsi in Canada, vendendo lo zoo ed alcuni degli animali nel nuovo continente.Una decisione difficile per il protagonista che amava lo zoo ed il suo paese, ma allo stesso tempo un nuovo inizio, una nuova rinascita. 
Perchè la gente emigra? Cosa la spinge a partire, ad abbandonare tutto quello che ha per l'ignoto, oltre l'orizzonte? Dove trova la forza di scalare l'erta montagna della burocrazia? Di sopportare la trafila che fa di ogni aspirante immigrato un pezzente? La risposta è sempre la stessa: la gente emigra nella speranza di una vita migliore. 
La seconda parte del libro è la più emozionante. Ci ritroviamo, dopo il naufragio, su questa piccola scialuppa in compagnia di Pi, una iena, un orango, una zebra e una temibilissima tigre del Bengala. Scopriremo come sopravvivere su una zattera in balia dell'oceano, come addestrare una tigre, piangeremo e rideremo insieme al giovane Pi, ma soprattutto verremo catapultati in una storia incanta, al limite dell'immaginazione. 

L'autore con il suo stile unico ed emozionante a raccontarci una storia che non troveremo da nessun altra parte, e proprio qui Pi ritroverà la sua fede, il suo Dio pronto ad ascoltarlo e ad aiutarlo.
Nell'ultima parte veniamo catapultati in una realtà più "reale". E' decisamente inaspettata, perchè tutto può essere visto attraverso un altro punto di vista. Meno fantastico e incantato e più realistico. E sarà il lettore a dover scegliere il finale che preferisce.
Molte delle pagine si fanno letteralmente divorare come i pesci e le tartarughe della storia, altre ci trasportano come l'acqua limpida e lenta, altre ancora ci danno dati più tecnici.Forse in alcune parti risulta fin troppo lento e irreale.  Eppure, con il finale, tutto cambia e siamo noi a dover scegliere.
In questo libro c'è tutto. Fede, speranza, gioia e disperazione.Temi che trovo più che mai attuali. 

Voto: 
★+
Quando in passato hai sofferto molto, ogni ulteriore dolore è insopportabile e allo stesso tempo irrilevante. La mia vita è come uno di quei dipinti con il memento mori, accanto a me c'è sempre un teschio sogghignante che  mi ricorda la follia delle ambizioni umane. Io mi faccio beffe del teschio. Lo guardo e dico: "Con me non funziona. Forse tu non credi nella vita, ma di certo io non credo nella morte. Sparisci!". Il teschio ridacchia e si avvicina ancora di più . La cosa non mi sorprende. Se la morte è così attaccata alla vita non è per necessità biologica, ma per invidia. La vita è così bella che la morte se ne innamora, un amore possessivo e geloso che afferra tutto quello che può. Ma la vita supera l'oblio con un balzo, perdendo al massimo una o due cose di poca importanza, e la tristezza è solo l'ombra fugace di una nuvola.
.....
C'erano tanti cieli, il cielo invaso da grandi nuvole bianche, dalla base piatta e tondeggiante e gonfie in cima. Il cielo assolutamente limpido, di un blu da sconvolgere i sensi. Il cielo come una pesante coltre grigia, soffocante e senza promessa di pioggia. Il cielo velato da un sottile strato biancastro. Il cielo punteggiato di soffici nubi. Il cielo con striature alte e sottili come batuffoli di cotone sfilacciati. Il cielo come una piatta cortina lattiginosa. Il cielo ingombro di masse scure che passavano senza versare una goccia. Il cielo con poche nuvole piatte simili a banchi di sabbia. Il cielo in un unico blocco che determinava un particolare effetto visivo all'orizzonte: l'oceano inondato di sole, i confini verticali fra luce e ombra perfettamente distinti. Il cielo simile a una cortina di pioggia grigia e distante. Il cielo con tante nuvole ad altezze diverse, alcune gonfie e opache, altre evanescenti come fumo.Il cielo nero che sputava pioggia sul mio viso sorridente. Il cielo nient'altro che acqua, un diluvio incessante che mi increspava e gonfiava la pelle gelandomi fino alle ossa.C'erano tanti mari. Il mare che ruggiva come una tigre. Il mare che mi sussurrava alle orecchie come un amico che mi confidasse i suoi segreti . Il mare che tintinnava come monetine in tasca. Il mare che rimbombava come valanga. Il mare che sfregava come carta vetrata sul legno. Il mare che gorgogliava come uno che vomita. Il mare con un silenzio di morte. E fra cielo e mare c'erano tutti i venti. E tutte le notti e tutte le lune. Essere un naufrago significa essere un punto perennemente al centro di un cerchio.  
....
 Quei colossi dai modi gentili mi mettevano sempre di buon umore. Ero convinto che comprendessero la mia situazione e immaginavo che nel vedermi uno di loro esclamasse: " Oh! ecco il naufrago di cui mi ha parlato Bamphoo, quello che viaggia con il micione. Poverino! Spero che abbia plancton a sufficienza. Devo ricordarmi di parlarne a Mumphoo, Tomphoo e Stimphoo. Chissà se nei dintorni c'è una nave da allertate. Di sicuro sua mamma sarebbe contenta di rivederlo. Arrivederci, ragazzo mio. Cercherò di aiutarti. Il mio nome è Pimphoo". E cosi grazie al tamtam ogni balena del Pacifico era a conoscenza della mia esistenza. Mi avrebbero salvato molto prima che Pimphoo avesse chiesto aiuto a una nave giapponese e se quei vigliacchi dell'equipaggio non l'avessero arpionata. La stessa sorte toccò a Lamphoo con una nave norvegese. La caccia alle balene è un crimine atroce. 


A presto,
Ari.

4 commenti:

  1. Ho visto il film appena uscito e anche lì c'è questo finale che ti lascia davanti ad un bivio, col privilegio/responsabilità di scegliere. Avevo apprezzato molto questa cosa, e in generale tutto il film: ricco di immagini bellissime e molto intenso. Anch'io sono un'amante degli animali (basta vedere lo stile di vita regale che conducono i miei due cani per capire quanto XD) la tua recensione m'invoglia a scoprire anche il libro!

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    1. Mi fa piacere ti sia piaciuta la recensione :)
      Io devo ancora vedere il film, ma dai brevi spezzoni che ho visto credo proprio che mi piacerà.

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  2. Non ho letto il libro ma la tua recensione è fantastica! Se prima non mi ispirava molto (anche se ho un debole per gli animali, li amo incondizionatamente), ora voglio leggerlo *-*

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    1. Ooh *w* grazieee, sono felice che ti sia piaciuta! E' davvero un bel libro a mio avviso. Fammi sapere cosa ne pensi quando lo leggi.

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